SAN DEMETRIO CORONE

Riconoscibile dai tetti rossi che sembrano voler ricongiungersi al colore della terra che lo circonda, il borgo di San Demetrio Corone conserva ancora parte della sistemazione originaria. San Demetrio Corone, considerata la Capitale della cultura arberëschë, si estende su un fertile pendio disseminato di uliveti, gelsi e castagni. Il paese racchiude una storia ricca di fascino e custodisce uno dei monumenti architettonici più belli e significativi dell'intera Calabria, la Chiesa di Sant'Adriano. Attraversato da mille rughe (vicoli) tortuose che si diramano per condurre a sorprendenti sheshiet (slarghi), il paese ospita antiche chiese e splendidi edifici gentilizi. Gli abitanti locali paiono non preoccuparsi del tempo che passa e continuano a custodire i tesori della cultura arbëreshë solo a tratti piacevolmente contaminata da quella calabra. Il territorio di San Demetrio Corone si estende lungo le colline della Sila Greca per circa 7500 ettari, ed è attraversato dai torrenti Galatrella, Mizofato e Muzzolito, affluenti del fiume Crati. La parte più alta, che comprende le zone di Buttorino, Castagna Rotonda, Calamia e Poggio, presenta una vegetazione ricca di castagneti, mentre procedendo verso nord il territorio è caratterizzato da pianure, spesso coltivate a uliveti. San Demetrio Corone presenta, nel complesso, caratteristiche morfologiche simili a quelle di altri paesi arbëreshë della Calabria. In questi ultimi anni, alcune di queste contrade, soprattutto San Nicola, Sofferetti, Sant'Agata, Calamia e Gurisa, hanno avuto un notevole sviluppo demografico, anche se rispetto al centro, c'è una minore presenza di arbëreshë. In questo centro situato ai piedi della Sila Greca, gli albanesi giunsero dopo il 1468 per sfuggire all'invasione della loro patria da parte dei Turchi, rifugiandosi nei territori della principessa Irene, principessa di Bisignano e figlia del mitico eroe Scanderbeg. Questa cittadina, da cui si ha una visione completa di tutta la Piana di Sibari e della catena del Pollino, si affaccia sul versante destro della bassa valle del Crati ed è il più importante centro culturale delle colonie albanesi d'Italia.




 


Indirizzo Via Domenico Mauro
  87069 San Demetrio Corone (CS)
Telefono 0984 956003 - 0984 956658
Fax 0984 956966
Sito web http://www.comune.sandemetriocorone.cs.it/
 

 

San Demetrio Corone presenta, nel complesso, caratteristiche morfologiche simili a quelle di altri paesi arbëreshë della Calabria. In questi ultimi anni, alcune di queste contrade, soprattutto San Nicola, Sofferetti, Sant'Agata, Calamia e Gurisa, hanno avuto un notevole sviluppo demografico, anche se rispetto al centro, c'è una minore presenza di arbëreshë. La popolazione conserva gelosamente le proprie usanze; ogni anno, ad esempio, si festeggiano: San Michele e l'Assunzione di Santa Maria, a Sofferetti; Sant'Agata, nella contrada omonima; Shën Mitri i Vikerr (San Demetrio il Piccolo), in contrada Gurisa.

A San Demetrio, sui ruderi di una vecchia chiesa dedicata ai santi Adriano e Natolia, San Nilo di Rossano fondò nel 955 un piccolo oratorio e poi un monastero dedicato a Sant'Adriano, distrutto in seguito alle incursioni saracene, e ricostruito nell'XI secolo da un altro monaco, Vitale da Castronuovo. Ben presto il monastero assunse notevole importanza e godette della protezione dei Normanni; dal 1088 al 1106 fu unito alla Badia di Cava dei Tirreni. Nel monastero, come in moltissimi altri di rito greco, operò una importantissima scuola calligrafica dove si copiarono codici e altri manoscritti finiti nella Biblioteca Vaticana e nel Monastero di Grottaferrata. Nel XIV secolo Sant'Adriano venne dichiarato Archimandriale continuando a svolgere un ruolo primario nell'indirizzo religioso e culturale nel rito greco. La decadenza iniziò sul finire del XV secolo e nel 1794 Ferdinando di Borbone ne ordinò la soppressione.



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