Reggio Calabria

A passeggio lungo il chilometro più bello d'Italia

Terra di incantesimi e sortilegi, cantata da D'Annunzio e celebrata dai viaggiatori inglesi dell'Ottocento, Reggio Calabria si distingue per la varietà di opere artistiche da vedere e itinerari da seguire.
Non molti sanno che Reggio Calabria, oltre ad essere chiamata Città dei Bronzi, è conosciuta anche come la Città della Fata Morgana poiché qui è possibile assistere a quel particolare fenomeno ottico, un vero e proprio miraggio, che si può scorgere all'interno della stretta fascia posta sopra l’orizzonte, dove si ha la sensazione che la costa della Sicilia disti solo pochi metri dalle sponde calabresi e che gli oggetti sulla riva opposta siano distinguibili in modo nitido.
 
Tale fenomeno fa riferimento alla Morgana della mitologia celtica, che induceva nei marinai visioni di fantastici castelli in aria o in terra per attirarli e quindi condurli a morte.
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Lo splendido Lungomare Falcomatà è un’apoteosi di palme e specie esotiche in un’atmosfera di profumi e colori intensi, dove si passeggia accarezzati dalla brezza marina, di fronte all’incantevole panorama dello Stretto.
 

La città è tipicamente mediterranea, piena di suggestioni e con il fascino irresistibile della località turistica. Lo splendido Lungomare Falcomatà, il chilometro più bello d’Italia, è un’apoteosi di palme e specie esotiche in un’atmosfera di profumi e colori intensi, ed è di fatto il cuore pulsante della stagione turistica primaverile ed estiva, oltre che polo della vita culturale, dove si passeggia accarezzati dalla brezza marina e di fronte all’incantevole panorama dello Stretto.
In questo splendido scenario convivono natura e storia, cultura e tradizioni, divertimento e curiosità. La passeggiata lungo la via Marina riserva le memorie dell’antichità, con la presenza delle Mura Greche e delle Terme Romane, e, in fondo al lungomare, il Museo Archeologico Nazionale che custodisce, insieme ai Bronzi di Riace, magnifiche ed antiche memorie di età Preistorica, Greca e Romana. Il Museo merita di essere visitato per le importanti collezioni ospitate, che vanno dall'età preistorica al periodo di colonizzazione greca, oltre a un'ampia collezione di opere d'arte romane, bizantine e medievali.

 
Reggio Calabria
 

Il cuore del centro storico batte in Corso Garibaldi, tra boutique e palazzi Liberty, con il fastoso Teatro Cilea, l’imponente Cattedrale, il Duomo con la sua illuminazione notturna e il Castello Aragonese. Lungo la cosiddetta via greco-romana, si trovano la Chiesa degli Ottimati, l’unica in stile Arabo-Normanno della città, e la Cattolica dei Greci.
Villa Genoese Zerbi, con il suo stile neogotico veneziano, mostre le facciate in mattone rosso che si rifanno alle ca’ veneziane, decorate da archi in stile gotico, colonne, stipiti e balaustre. Fino a qualche tempo fa la villa è stata la sede espositiva della Biennale di Venezia nel mezzogiorno, ed ha ospitato le tre statue di Rabarama, gigantesche sculture che oggi fanno parte del decoro permanente del lungomare.
Il lungo viale culmina con il magnifico giardino della Villa Comunale, nelle cui vicinanze si trova la Stazione Sperimentale delle Essenze e degli Oli Agrumari, centro rinomato per gli studi sul gelsomino e il bergamotto, con i laboratori di ricerca, la biblioteca specializzata e il Museo del Bergamotto, dove sono custoditi gli oggetti che nel passato servivano per la lavorazione di questo profumatissimo agrume.
La zona di Reggio Campi, collegata alla Via Marina da una serie di scalinate artistiche, è un balcone sullo Stretto, luogo molto panoramico da cui è possibile ammirare l’intera città. In quest’area sorge la splendida Basilica di S. Paolo alla Rotonda.
Sulla costa tirrenica reggina si trova l’insenatura di Scilla, quadro unico al mondo e meraviglia assoluta, con il Castello dei Ruffo a ridosso delle acque che domina l’intero panorama. Ai piedi del Castello si adagia la Marina Grande, una baia da sogno che non smette di incantare i visitatori.

La vera perla di Scilla è Chianalea, un borgo fiabesco che sembra emerso dalle acque. All’ora del tramonto, dal quartiere di San Giorgio che domina Marina Grande, la costa siciliana si intravede tra cielo e mare tinteggiati di viola e di arancio.
 
Reggio Calabria
 

Numerose sono le chiese di grande pregio artistico che costellano la città.
La moderna Basilica di Santa Maria della Consolazione è meta di numerosi pellegrinaggi, in quanto custodisce il quadro della Madonna della Consolazione, patrona di Reggio Calabria. La Chiesa di San Giorgio al Corso, anch’essa di recente costruzione, è dedicata ai morti della Prima Guerra mondiale e sulla facciata in stile classico si può ammirare una raffigurazione di San Giorgio mentre uccide il drago.
Con la facciata in stile romanico si presenta la Chiesa di San Paolo, al cui interno è possibile ammirare un incanto di mosaici che ritraggono episodi importanti del Vangelo. Di fronte al Castello si trova la Chiesa degli Ottimati, che spicca per la sua cupola rossa in stile normanno-bizantino, emblema della dominazione spagnola di Reggio Calabria. La chiesa, oltre ad importanti opere come il dipinto della SS. Vergine Annunciata dell’Annunziata del 1597 e il quadro con Sant’Ignazio di Loyola, conserva il mosaico più prezioso del mondo, realizzato oltre 1000 anni fa e formato da 33 tipi di marmi diversi a rappresentare Dio con gli evangelisti nei quattro cerchi circostanti e gli Apostoli negli altri cerchi.
Per gli amanti del mare, la spiaggia per eccellenza di Reggio Calabria è il Lido cittadino, abbellita con numerosi alberi e palme, collocata presso la Rada dei Giunchi a nord del centro storico ed affacciata sullo Stretto di Messina.
Le Calette di Grotta Perciata, delle Sirene e delle Rondini a Scilla, le spiagge di Bova Marina e Melito Porto Salvo sulla costa orientale di Reggio Calabria sono gli altri punti meritevoli di un tuffo.

 
Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è stato riconosciuto tra gli istituti museali archeologici più prestigiosi d’Italia con l’istituzione delle autonomie operata dalla Riforma del MiBACT del 2014.
Il Palazzo che lo ospita è tra i primi, in Italia, ad essere progettato al fine esclusivo dell’esposizione museale, intitolato a Marcello Piacentini, uno dei massimi esponenti dell’architettura del primo Novecento, che lo concepì in chiave moderna, dopo aver visitato i principali musei d’Europa.
Collocato nel cuore della città, il Museo nasce dalla fusione del Museo Statale con il Museo Civico di Reggio Calabria, quest’ultimo inaugurato il 18 giugno 1882 per custodire i numerosi reperti archeologici provenienti dal territorio.

La struttura del Museo presenta quattro piani espositivi, più il terrazzo e un’area per le esposizioni temporanee.
Al piano terra danno il benvenuto ai visitatori i Bronzi di Riace, simbolo della città di Reggio Calabria, assieme ai Bronzi di Porticello. La stanza in cui sono esposte le statue mantiene una temperatura costante per salvaguardare l’integrità dei reperti.
Il piano ammezzato offre la possibilità di calarsi nei panni degli abitanti della Magna Grecia, osservando utensili e oggetti quotidiani, corredi maschili e femminili, mosaici decorativi e tutto ciò che riguardava i costumi funerari dell’epoca, come le magnifiche anfore nella tipica cromatura nera e rossa.
I monitor touch screen posti tra le teche permettono inoltre un’esperienza partecipata, mostrando approfondimenti e rielaborazioni 3D delle abitazioni, degli scenari e degli ambienti da cui gli oggetti esposti provengono.

Al primo piano ci si trova di fronte a tutto ciò che riguarda le città e i santuari della Magna Grecia, con diverse le aree sacre di cui sono stati ritrovati ed esposti numerosi oggetti di culto, come statuette, giare, pietre incise, frammenti architettonici dei vari templi. Protagonisti di questo settore sono i Pinakes, tavolette in terracotta recanti scene a rilievo, che raccontano vicende storiche dal grande fascino culturale.
Il secondo piano ospita un excursus dell’era preistorica, dall’età della pietra a quella dei metalli, offrendo un approfondimento delle trasformazioni economiche e sociali. Tra i reperti esposti in questo settore, oggetti provenienti dalla necropoli di Macchiabate, ornamenti e utensili femminili e maschili, armi, anfore, pietre levigate ma soprattutto scheletri animali e umani e un bellissimo disegno di un bue inciso sulla roccia.
Il sotterraneo del Museo racchiude una location molto suggestiva, in cui una luce bluastra illumina la stanza e si possono ammirare alcuni reperti navali, tra cui resti di imbarcazioni e numerose anfore recuperate dai fondali marini.

Sul terrazzo si può ammirare lo spettacolo naturale dello Stretto, che si offre in tutto il suo splendore da un eccezionale punto d’osservazione.
 
Reggio Calabria
 
Castello Aragonese

Il Castello è la principale fortificazione della città e sorge nell'omonima piazza. Passata dai Bizantini ai Normanni, nel 1059, e, nel 1266, a Carlo I d'Angiò, la fortezza subì, nel corso dei secoli, restauri e modifiche, per essere adeguata all'evoluzione delle macchine d'assedio e alle artiglierie.
Fu, nel 1458, re Ferrante a fare aggiungere due torri merlate e il fossato, mentre, nel 1539, Pietro da Toledo ne aumentò la capienza permettendo al popolo reggino di trovare riparo dalle invasioni turche.
Convertito in caserma al tempo di Ferdinado I, il castello Aragonese si è trasformato, in epoca risorgimentale, in prigione politica e in luogo di esecuzione dei ribelli.
In seguito al terremoto del 1908 si valutò l'ipotesi di demolire la struttura, estremamente danneggiata dal sisma, salvando tuttavia la parte del bastione. E così nove decimi della fortezza furono spazzati via per sempre.
Sede dell'osservatorio dell'Istituto nazionale di geofisica fino al 1986, la costruzione accoglie attualmente mostre ed eventi culturali.

 
Reggio Calabria
 
Cattedrale Maria SS. Assunta

Il più grande edificio religioso della Calabria si trova in piazza Duomo, nel centro storico della città.
La Cattedrale risale agli inizi del II millennio quando, con l'invasione normanna dell'Italia meridionale, la città subì un processo di latinizzazione con conseguente abbandono del culto greco-bizantino.
Il centro dell'imponente facciata presenta una trifora sormontata da un rosone e tre portali in bronzo. Le statue di San Paolo e Santo Stefano di Nicea, scolpite da Francesco Jerace, svettano sul sagrato.
Entrando nell’edificio, illuminato da grandi vetrate policrome, il visitatore incontra un impianto basilicale a tre navate interrotte da tre transetti e divise da file di colonne in marmo.
Di grande interesse artistico è la Cappella del Santissimo Sacramento, il più importante monumento d'arte barocco-seicentesca dell'arcidiocesi reggina, dichiarata monumento nazionale.

 
Reggio Calabria
 
Pinacoteca Civica

Inaugurata il 26 maggio 2008 all’interno di un’ala del Teatro Comunale Francesco Cilea, nella Pinacoteca Civica sono riunite le opere più prestigiose del patrimonio artistico del comune di Reggio Calabria comprese tra il XV e il XX secolo.
All’interno sono esposte le collezioni dell’ex Museo Civico arricchite da opere di proprietà statale, come Il ritorno del figliol prodigo di Mattia Preti. In mostra anche celebri opere di Antonello da Messina, come il San Girolamo penitente, e Luca Giordano, oltre a quelle di Lavagna Fieschi ed Enrico Salfi, Jerace, Rodriguez, Covelli e degli artisti reggini Cannizzaro e Benassai. Nella sezione dedicata al ‘900 è esposto anche un quadro di Renato Guttuso dedicato ai pescatori del pescespada.

 
Museo diocesano Mons. Aurelio Sorrentino

Il Museo è sito al pianterreno del Palazzo arcivescovile, costruito alla fine del Settecento accanto alla Cattedrale di Maria SS.ma Assunta.
Tra le opere esposte le più significative sono La Resurrezione di Lazzaro, attribuita al pittore napoletano Francesco De Mura, allievo di Francesco Solimena; l'Ostensorio raggiato disegnato dal polistenese Francesco Jerace in occasione del Congresso Eucaristico regionale svoltosi a Reggio Calabria; il Bacolo pastorale di mons. Antonio de Ricci, arcivescovo di Reggio dal 1453 al 1490, opera in argento e smalti di scuola napoletana; un Crocifisso in avorio donato alla Cattedrale dall'arcivescovo Alessandro Tommasini; un prezioso Calice francese in argento e ceramica dipinta, donato nel 1879 dalla regina di Spagna Maria Cristina al cardinale Luigi Tripepi; pregevoli manufatti tessili appartenuti alla Confraternita dell'Immacolata nella chiesa della SS. Annunziata e, tra essi, un parato nobile in broccato di seta, opera di manifattura lionese (secondo quarto sec. XVIII); due corone in argento datate 1614, appartenenti al busto marmoreo rinascimentale della Madonna con Bambino conservato nella Concattedrale della Madonna Isodia a Bova.

 
Planetario

Il Planetarium Pythagoras, struttura di proprietà della Città Metropolitana di Reggio Calabria, è stato inaugurato il 12 Marzo 2004.
Il Planetario consente di riprodurre quasi tutti i fenomeni astronomici, osservabili sia di giorno che di notte, ed a tutte le latitudini, ma soprattutto di poterli vedere accelerati nel tempo, grazie ad un apparecchio che proietta l’immagine ed i movimenti della volta celeste come apparirebbero ad un osservatore in un istante ed in un luogo assegnato.
Con la costruzione del Planetario, che per dimensioni e bellezza del Geode esterno è uno dei più belli d’Europa, la Città Metropolitana di Reggio Calabria entra nel novero di quelle città europee che possono usufruire di un mezzo spettacolare ed efficace per l’insegnamento e le divulgazione delle discipline scientifiche.

 
Gastronomia

La cucina di Reggio Calabria, più delle altre cucine regionali italiane, è strettamente collegata alla vita religiosa e spirituale e comporta regole e abitudini spesso legate alle ricorrenze che risalgono ai tempi antichi, essendo il risultato di quasi 3.000 anni di storia, dalla Magna Grecia all'Unità d'Italia.
A Natale e all'Epifania è usanza mettere in tavola tredici portate, mentre a Carnevale si mangiano maccheroni e carne di maiale.
La Pasqua si festeggia con l'arrosto d'agnello e i pani spirituali.
Le abitudini attuali mantengono molte delle antiche usanze, a tal punto che il cibo della zona negli anni non si è molto modificato, con i vari piatti che prendono origini dai diversi popoli che hanno abitato il territorio.
Rivestono molta importanza i cibi conservati, come le acciughe, gli insaccati di maiale, i formaggi, le verdure sott'olio e i pomodori secchi, che consentivano di sopravvivere nei periodi di carestia, oltre che ai lunghi periodi d'assedio dei pirati turcheschi.



 


Indirizzo Palazzo San Giorgio - Piazza Italia, 1
  89125 - Reggio Calabria (RC)
Telefono 0965 3622111
Fax -
Sito web Comune di Reggio Calabria
 

 

Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è stato riconosciuto tra gli istituti museali archeologici più prestigiosi d’Italia con l’istituzione delle autonomie operata dalla Riforma del MiBACT del 2014.
La sua istituzione fu promossa da Paolo Orsi e rappresenta uno dei musei più importanti d'Italia per la quantità delle testimonianze della Magna Grecia presenti.
Il Palazzo che lo ospita è tra i primi, in Italia, ad essere progettato al fine esclusivo dell’esposizione museale, intitolato a Marcello Piacentini, uno dei massimi esponenti dell’architettura del primo Novecento, che lo concepì in chiave moderna, dopo aver visitato i principali musei d’Europa.
Collocato nel cuore della città, il Museo è un elemento importante del paesaggio e della vita dei reggini. Si affaccia, da un lato, sulla centrale Piazza De Nava, dall’altro, sul lungomare Falcomatà, con la splendida vista sullo Stretto.

Aperto parzialmente al pubblico nel 1954 e inaugurato nel 1959, il Museo è stato oggetto, nel corso degli anni, di importanti trasformazioni. Nel 1981, è stata allestita la sezione di archeologia subacquea, per dare un’adeguata visibilità ai Bronzi di Riace, considerati tra i capolavori al mondo più significativi dell’arte greca.
L’elemento principale dell’allestimento attuale è il nuovo cortile interno, coperto da un soffitto in vetro trasparente, sostenuto da una struttura tecnologicamente avanzata. Grazie a questa tecnica, l’atrio viene inondato di luce.

La struttura del Museo presenta quattro piani espositivi, più il terrazzo e un’area per le esposizioni temporanee.
Al piano terra danno il benvenuto ai visitatori i Bronzi di Riace, simbolo della città di Reggio Calabria, assieme ai Bronzi di Porticello. La stanza in cui sono esposte le statue mantiene una temperatura costante per salvaguardare l’integrità dei reperti.
Il piano ammezzato offre la possibilità di calarsi nei panni degli abitanti della Magna Grecia, osservando utensili e oggetti quotidiani, corredi maschili e femminili, mosaici decorativi e tutto ciò che riguardava i costumi funerari dell’epoca, come le magnifiche anfore nella tipica cromatura nera e rossa.
I monitor touch screen posti tra le teche permettono inoltre un’esperienza partecipata, mostrando approfondimenti e rielaborazioni 3D delle abitazioni, degli scenari e degli ambienti da cui gli oggetti esposti provengono.

Al primo piano ci si trova di fronte a tutto ciò che riguarda le città e i santuari della Magna Grecia, con diverse le aree sacre di cui sono stati ritrovati ed esposti numerosi oggetti di culto, come statuette, giare, pietre incise, frammenti architettonici dei vari templi. Protagonisti di questo settore sono i Pinakes, tavolette in terracotta recanti scene a rilievo, che raccontano vicende storiche dal grande fascino culturale.
Il secondo piano ospita un excursus dell’era preistorica, dall’età della pietra a quella dei metalli, offrendo un approfondimento delle trasformazioni economiche e sociali. Tra i reperti esposti in questo settore, oggetti provenienti dalla necropoli di Macchiabate, ornamenti e utensili femminili e maschili, armi, anfore, pietre levigate ma soprattutto scheletri animali e umani e un bellissimo disegno di un bue inciso sulla roccia.
Il sotterraneo del Museo racchiude una location molto suggestiva, in cui una luce bluastra illumina la stanza e si possono ammirare alcuni reperti navali, tra cui resti di imbarcazioni e numerose anfore recuperate dai fondali marini.
Sul terrazzo si può ammirare lo spettacolo naturale dello Stretto, che si offre in tutto il suo splendore da un eccezionale punto d’osservazione.

I Bronzi di Riace
I Bronzi di Riace, considerati tra le testimonianze più significative dell’arte greca classica, sono due statue bronzee raffiguranti due uomini nudi, originariamente armati di scudo e lancia, divenuti simbolo della città di Reggio Calabria.
I Bronzi furono ritrovati nel 1972, in eccezionale stato di conservazione, sul fondo del mar Ionio, nei pressi del comune di Riace Marina, da un appassionato subacqueo durante un’immersione a circa 200 m dalla costa ed alla profondità di 8 m.
Risalenti probabilmente alla metà del V sec. a.C., si è supposto che i Bronzi fossero stati gettati in mare durante una burrasca per alleggerire la nave che li trasportava o che l’imbarcazione stessa fosse affondata con le statue.
I Bronzi sono alti 1,98 e 1,97 metri e pesano 160 kg. Raffigurano due uomini completamente nudi, con barba e capelli ricci, il braccio sinistro piegato, e il destro disteso lungo il fianco. Ambedue indossavano un elmo, impugnavano una lancia o una spada nella mano destra e reggevano uno scudo con il braccio sinistro, elementi smontati al momento dell'imbarco per permettere di adagiare sulla schiena le statue e facilitarne il trasporto. Originariamente erano ancorati alla loro base grazie ad una colatura di piombo fuso fatto fluire sia entro i piedi sia nell'incavo predisposto nella base stessa. Una volta solidificato, il piombo assunse la forma di tenoni che i restauratori dovettero asportare per penetrare all'interno della statua.

La necropoli ellenistica
Durante la costruzione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, nel 1932, venne alla luce una delle necropoli relative all’abitato della Rhegion di età ellenistica. L’ampio sepolcreto doveva svilupparsi nell’attuale Piazza de Nava ed era in connessione con un’altra area a uso funerario, ubicata nella vicina zona di Santa Lucia, presso Via Veneto. Le tombe scavate, circa 100, afferiscono a più tipologie. Dai semplici ustrina (resti di incenerazione su pira) nelle sepoltura “a cassa” fino a quelle più elaborate come le camere in mattone con volta a botte o con copertura “a libro” a tegole.
La necropoli è datata tra il IV e il II secolo a.C., ma la presenza di materiali più antichi ha fatto ipotizzare che l’area fosse stata utilizzata con la medesima destinazione già a partire dall’età classica. Alcuni reperti delle sepolture sono inseriti nel nuovo percorso espositivo (livello E).

Il lapidario
I reperti che compongono il lapidario provengono da un nucleo donato dal Museo Civico di Reggio Calabria, arricchito successivamente dai rinvenimenti delle numerose indagini archeologiche condotte sul territorio. La sezione, collocata al livello E, espone al suo interno iscrizioni monumentali, basi marmoree e numerosi apparati architettonici e decorativi di varia cronologia, capitelli, fusti di colonne pertinenti a diversi edifici delle città greche e romane della Calabria.

Kouros di Rhegion
Nell'atrio di ingresso all'area espositiva è stato posizionato sopra un piedistallo in pannello il Kouros di Rhegion, una splendida statua in marmo bianco di Paros del VI a.C. Il Kouros è stato rinvenuto fortunosamente nello studio di un ricco uomo d'affari che lo utilizzava come paralume. Confiscato dallo Stato oggi è tra i maggiori esempi di scultura in marmo del periodo Arcaico.

Testa di Filosofo di Porticello
Di grande rilievo ci sono i reperti provenienti dal carico di un bastimento affondato e rinvenuto sui fondali di Porticello. L'intero carico della nave viene datato al V secolo a.C. e tra cui spiccano bellissime statue stanti in bronzo, e una misteriosa Testa di Filosofo in bronzo, oggetto di studi importantissimi.

Specchi e Tabelle Locresi
Al Museo vengono custoditi gli Specchi Locresi in bronzo del VI secolo a.C., le Tabelle Locresi provenienti dall'archivio del Santuario di Zeus Olimpio, i Pinakes, tavolette votive in terracotta con rappresentazioni a bassorilievo e risalenti al III secolo a.C. ed il bel Gruppo dei Dioscuri, statuette in marmo del frontone di un tempio in contrada Marasà.

Reggio Calabria è uno scrigno ricolmo di luoghi meravigliosi da visitare. La magnifica villa Genovese-Zerbi (1925), che ricorda le case veneziane del XIV secolo, con archi in stile gotico; Palazzo Spinelli, del 1920, oggi sede del Rettorato dell'Università, con una bellissima porta d'ingresso in ferro battuto; motivi classicheggianti si ritrovano anche nello splendido palazzo Guarna (1921). Parallelo al lungomare si snoda, per circa due chilometri, corso Garibaldi, animatissimo e pieno di negozi all'ultima moda. E proprio da Reggio Calabria iniziò la fortuna di Gianni Versace, il grande stilista calabrese che proprio lavorando nella sartoria della madre, in via Tommaso Gullì 13, scoprì il suo talento e la passione per la moda. Da Reggio Calabria partì per Milano da dove conquisterà i mercati di tutto il mondo. Nonostante i successi ottenuti, il grande sarto non dimenticò le sue origini e proprio da queste trarrà ispirazione per alcune delle magnifiche collezioni disegnate: stili e i colori con l'influenza della sua radicata cultura mediterranea. Per chi ama le atmosfere chiassose e pittoresche è d’obbligo una visita al mercatino di Piazza del Popolo, dove è prassi contrattare vivacemente sul prezzo degli articoli da acquistare. Gli amanti dell'arte del Novecento saranno senz'altro felici di sapere che in via Cavour, al numero 41, c'è la casa natale del pittore futurista Umberto Boccioni. Elementi comuni di molte sue opere sono la prospettiva obliqua e la visione dall'alto. I suoi quadri sono pervasi da un movimento vorticoso e irrefrenabile perché, per i futuristi, la vita è un flusso continuo che non permette di isolare un oggetto dal suo contesto. L'appuntamento con la storia dell'arte è al Duomo, chiaro e luminoso: una rivisitazione dello stile gotico; ai ruderi del Castello (due possenti torri cilindriche e un tratto di cortina muraria); alla chiesa degli Ottimati, di origine medioevale e rifatta nel XVIII secolo, che conserva all'interno colonne e parti di un mosaico pavimentale dell'antica costruzione; al Teatro Comunale Francesco Cilea, intitolato alla memoria del compositore calabrese. Situato di fronte Palazzo San Giorgio, l'edificio occupa un'area compresa tra il corso Garibaldi a ovest, la via Cattolica dei Greci a sud, la via del Torrione a est e la via Osanna a nord e ,con una capacità di 1.500 posti, è il teatro più grande in Calabria. Per gli amanti dell'Astronomia è possibile visitare il Planetario Provinciale, che consente di riprodurre la volta celeste proiettando l'immagine delle stelle e dei corpi celesti su uno schermo emisferico soprastante gli spettatori. Generalmente, con il termine Planetario, è identificato anche tutto l'insieme dell'edificio che ospita l'apparecchiatura di proiezione e la cupola. La cupola esterna del geode del Planetario misura un diametro di 12 metri. L'intera struttura (sia il telaio che la copertura esterna) è costruita interamente in acciaio inox. I posti a sedere interni sono 70. La cupola interna è in alluminio, del diametro di 8 metri. La sfera interna è di 440 mm, con posizionate 3.200 stelle.

Il porto di Reggio Calabria costituisce, insieme a quello di Villa S. Giovanni, un importante nodo marittimo per i collegamenti con la Sicilia, garantendo servizi di linea con Messina e le isole Eolie. Lungo la direttrice Reggio Calabria-Messina il traffico passeggeri è svolto essenzialmente da mezzi veloci, mentre il trasporto di veicoli gommati commerciali è garantito da traghetti privati. I collegamenti con le isole Eolie, destinati esclusivamente al traffico passeggeri, sono svolti mediante linee private di aliscafi. Il porto sarà interessato da un servizio di metropolitana del mare per il trasporto veloce di passeggeri tra le città dello Stretto (Messina, Reggio Calabria e Villa S.Giovanni). Nel porto reggino sono inoltre attivi collegamenti bisettimanali con l'isola di Malta, mediante traghetti adibiti al trasporto di persone e veicoli gommati. Il porto di Reggio Calabria non ha soltanto funzione di servizio passeggeri e commerciale, ma anche funzione diportistica; nell'area portuale è infatti presenti una darsena turistica riservata al diporto, con 48 posti barca. L'area portuale è dotata di collegamenti diretti con la rete stradale ed autostradale (svincolo diretto con l'autostrada A3). Il porto di Reggio Calabria è costituito da un bacino artificiale protetto a ponente da un molo con direzione N-S completamente banchinato. Nella zona NE dell'imboccatura vi è una darsena turistica riservata al diporto.

Il castello di Reggio Calabria è frutto di numerosi rimaneggiamenti, ampliamenti, demolizioni, crolli - dovuti all'azione dell'uomo, del tempo e della natura - che hanno alterato profondamente la sua fisionomia originaria. La collina su cui si erge il Castello ospitò, verosimilmente già in età bizantina e poi normanna, alcune strutture difensive che, secondo alcuni studiosi, furono in parte inglobate nella fortezza edificata durante il periodo di dominazione sveva. In età aragonese si eseguirono nuovi interventi di ampliamento e fortificazione dei lati verso la collina, per fronteggiare gli attacchi dei Turchi e le minacce di invasioni da parte di Carlo VIII. In età aragonese furono, infatti, edificate le due robuste torri circolari addossate al lato sud (ancora oggi visibili), i fossati e, sul fronte nord-est, il revellino distrutto dal terremoto del 1908 e dall'azione altrettanto distruttiva dell'uomo impegnato nella "ricostruzione" post sisma. Il Castello mantenne la fisionomia tardo quattrocentesco fino ai primi dell'Ottocento quando fu adibito a caserma. In questi anni fu ampiamente rimaneggiato, alcuni ambienti furono demoliti e adeguati al nuovo uso. Il violento terremoto del 1908 distrusse parte della fortificazione, cancellando definitivamente parte della sua fisionomia originaria.

Il Museo Nazionale di Reggio Calabria è uno dei musei archeologici più prestigiosi d'Italia, in quanto ospita numerose e significative testimonianze delle colonie della Magna Grecia fiorite in Calabria. La sede che lo ospita, affacciata sulla centrale Piazza De Nava e a breve distanza dall'imbocco del Lungomare «I. Falcomatà», è un edificio progettato, fra i primi in Italia, ai soli fini dell'esposizione museale, opera di Marcello Piacentini, uno dei massimi architetti del periodo fascista, che lo concepì in chiave moderna dopo aver visitato i principali musei di Europa. L'istituzione di un museo statale fu promossa dal Soprintendente Paolo Orsi, che intendeva unificare gli oggetti custoditi presso il Museo Civico organizzato dal Comune sin dal 1882 insieme con i reperti frutto delle campagne di scavo da lui condotte sul suolo calabrese. Inaugurato nel 1959, il Museo è stato oggetto nel corso degli anni, di trasformazioni di grossa portata, quali l'allestimento, nel 1981, della Sezione di archeologia subacquea, resosi necessario per dare un'adeguata visibilità ai famosissimi Bronzi di Riace rinvenuti nel 1972, nonché la realizzazione del settore al secondo piano dedicato alle colonie della Magna Grecia. Il percorso espositivo del Museo ha inizio dal pianterreno, con una Sezione di Preistoria e Protostoria volta a ricostruire la storia della Calabria dalla comparsa dell'uomo sino all'età del Ferro, epoca in cui i Greci giungono per insidiarsi stabilmente nella regione attraverso la fondazione di colonie. La sezione preistorica mostra vasi decorati, corredi funebri e oggetti in bronzo. Segue il ricco settore dedicato a Locri Epizefiri, una delle colonie più fiorienti e maggiormente indagate. Qui si espongono le numerose testimonianze emerse dagli scavi effettuati nelle antiche e fiorenti città calabresi della Magna Grecia. Quella dedicata a Locri custodisce una straordinaria offerta di pinakes (V secolo a.C.), tavolette votive di argilla, dedicate alla dea Persefone per chiedere la protezione dei vincoli matrimoniali. In questa sezione si trovano, inoltre, il Cavaliere di Casa Marafioti (una scultura in terracotta), la trabeazione di un tempio con teste animali e il frontone di un altro tempio con il gruppo dei Dioscuri; vasi a figure nere e a figure rosse, specchi di bronzo, statuette in terracotta, teste femminili, arule ( vanno considerate come oggetti legati a culti e rituali connessi ) e lastre policrome a rilievo. La sezione Magna Grecia conserva i reperti delle colonie greche calabresi provenienti per la maggior parte dalle aree sacre e dalle necropoli, tra cui epigrafi e monete in oro e in argento. La sezione di arte bizantina medioevale e moderna comprende, tra le altre opere, due tavolette realizzate in età giovanile da Antonello da Messina, uno dei maggiori pittori italiani del Quattrocento, e Il ritorno del figliol prodigo del calabrese Mattia Preti, uno dei più grandi pittori del Seicento italiano. La sezione più affascinante è, senza dubbio, quella dedicata all'archeologia subacquea, non solo per i relitti di una nave affondata tra il V e il IV secolo a.C., per le anfore ritrovate nei mari calabresi e per il Ritratto del Filosofo (una testa di bronzo del V secolo a.C.), ma, soprattutto, per i celebri Bronzi di Riace, due magnifici guerrieri del V secolo a.C. realizzati secondo i canoni perfetti della Grecia classica. Al piano inferiore vi è la Sezione subacquea, mentre al primo piano è ubicata la Sezione numismatica e si snoda il percorso che interessa le principali città antiche sorte in Calabria: Reggio, Metauros, Medma ed Hipponion, Kaulonia, Cirò, Laos e Temesa. Si ricorda, infine, come al secondo piano sia stata fino ad oggi custodita la preziosa raccolta di quadri appartenenti al Museo Civico, trasferita per essere esposta in una Pinacoteca presso il Teatro Comunale di Reggio.



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