SCILLA

Scilla è un importante centro turistico della Costa Viola, definita tale per il colore che assumono le acque in determinate ore della giornata. Il Castello addossato alla costa, le casette colorate accostate una all'altra, lo Stretto con la vista della Sicilia fanno di Scilla un paese incantevole. Ricco di storia e di mistero richiama i miti e le leggende di Ulisse con Scilla e Cariddi, di Omero e di Dante Alighieri. Il borgo di Scilla ha origini antichissime riferibili per lo più al periodo della distruzione di Troia. Il nome è legato alla figura mitologica di Scilla, una giovane ninfa che rifiutava l'amore di Glauco. Questi si rivolse alla maga Circe, innamorata di lui, per far cadere la giovane nelle sue braccia; la maga, offesa per l'affronto subito, avvelenò le acque, dove la ninfa era solita bagnarsi, trasformandole in un orrendo mostro dotato di sei teste di cani, che distruggevano tutte le navi che passavano nello Stretto di Messina. Scilla è un centro a vocazione turistica, agricola e marinara. Le principali coltivazioni sono costituite dalle olive, dai fichi e dalla produzione ortofrutticola. Pregiati sono gli agrumi. Per ciò che riguarda la pesca c'è da ricordare che qui si praticava, e in minima parte si pratica ancora, la caccia del pesce spada mediante le famose "spadare". A Scilla, il passaggio dal mare alla montagna è veramente breve; in pochi chilometri, attraversando i piani della frazione di Melia, si arriva a Gambarie, nel territorio di Santo Stefano d'Aspromonte, nota località sciistica del meridione. Furono i greci a fortificare Scilla quale posto strategico, dopo che Anassila ne scacciò i pirati tirreni. L'edificazione del primo castello può essere individuata nel IV o nel III secolo a.C., una data remota che allude alla difficile e tormentata storia di questo centro e dei suoi abitanti, che furono costretti a difendersi ripetutamente da diverse incursioni e furono protagonisti, secondo la tradizione, di numerosi eventi bellici del periodo romano, sino al vano assedio ungherese del 1712. Fu feudo conteso per diversi secoli, fino al 1806, divenendo poi Comune qualche anno dopo (1811). La varietà territoriale della Costa Viola consente di degustare peculiarità della tradizione marinara e collinare pre-aspromontana: formaggi, salumi, funghi e ortaggi sottolio, melanzane grigliate e pomodori secchi, olive sott'olio, frittelle di fiori di zucca, ragù e sughi a base di carne di capra e di maiale per condire la pasta fatta in casa "maccarrùni i casa". Le principali specialità gastronomiche marinare si basano su pesci caratteristici come il pescespada, la spatola, la aguglia, la mola, le costardelle, crostacei vari e polpi. Antiche ricette a base di spatola (spatola alla" scigghitàna"), con aceto in dosi particolari ed erbe aromatiche prodotte tra i filari di vite lungo i terrazzamenti, confermano la vocazione agricola e marinaresca della popolazione. In tutta la zona si producono durante le diverse festività i caratteristici "mustacciòli"o "'nzuddhi", "piparèlle", "susumèlle", "petrali" a base di miele e mandorle e fichi secchi aromatizzati. Creme, dolci e liquori a base di limone, arancia, bergamotto, non mancano mai a fine pasto.




 


Indirizzo Piazza San Rocco
  89058 Scilla (RC)
Telefono 0965 754003
Fax 0965 754704
Sito web http://scilla.asmenet.it/
 

 

Scilla è un importante centro turistico della Costa Viola, definita tale per il colore che assumono le acque in determinate ore della giornata.

L'antica Scyllaeum, uno dei borghi più belli d’Italia, oggi conta poco più di cinquemila abitanti, con un'economia basata prevalentemente sulla pesca, ed è una delle località più suggestive della Calabria. È disposta ad anfiteatro sul mare e sormontata dalla rupe su cui sorge l’imponente Castello appartenuto ai Ruffo, in rovina come l'abitato, in seguito al disastroso terremoto del 1783. Il Castello è posto sulla Rocca di Scilla che sovrasta a sud il quartiere di Marina Grande (la spiaggia delle sirene) e a nord il pittoresco quartiere dei pescatori di Chianalea, con le case costruite sugli scogli e i vicoli che schiudono la vista sull'incantevole panorama dello Stretto. La spiaggia principale, la Marina Grande, offre la presenza della chiesa barocca dello Spirito Santo. In piazza San Rocco, davanti al Municipio, si apre uno stupendo belvedere. Accanto non poteva mancare il monumento al pesce spada, il simbolo di Scilla. Meritano di essere visitate la Chiesa di Maria Santissima Immacolata, edificata la prima volta in età paleocristiana, si presenta oggi nella fabbrica del XX secolo (fu ricostruita anche nel XVII e nel XIX secolo); la Chiesa di San Rocco, patrono della città, edificata nel XV secolo, ma che riportò numerosi e gravi danni nel terremoto del 1908; la Grotta Tremusa, posta fuori dal centro abitato, caratterizzata da numerose concrezioni e da un deposito di conchiglie bianche.

Degna di menzione è la Chiesa di Maria Santissima Immacolata, edificata la prima volta in età paleocristiana, di origine normanna o sveva: è, senza dubbio, il monumento più importante di Scilla. Da visitare anche la Chiesa di San Rocco, patrono della città, edificata nel XV secolo.

Il porto di Scilla si trova al di sotto della rupe dove sorge il Castello dei Ruffo di Scilla. In passato fu un porto rifugio per le imbarcazioni che solcavano lo Stretto di Messina, divenne poi un porto peschereccio, essendo la pesca la principale attività cui era dedita la popolazione locale. Ancora oggi nell’unico scivolo del porto si trovano le barche dei pescatori sempre pronte a salpare per una battuta di pesca al pesce spada.

Il porto si raggiunge percorrendo il lungomare in direzione nord, fino alla strettoia che passa sotto la  rupe dove è situato il castello, proseguire poi nel sottopassaggio dove si trova una  piccola cappella con statua della Madonna. Procedendo oltre il sottopassaggio ci si trova nel caratteristico porto di Scilla, dove vi sono chioschi bar per una pausa ristoratrice.



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