CAMPANA

Campana è un paese della presila cosentina situato a metà tra il mare e la montagna, a circa 600 metri sul livello del mare.
Il comune era noto in passato con il nome di Kalasarna (o Calasèrna e Caliserna nel gergo popolare). Il significato dell’antico nome ha suscitato congetture diverse, molte delle quali sono da far risalire all’economia pastorale, prevalente in quei territori. L’origine antica di Kalasarna deve ricondursi al nome Chalasarna. Il termine dorico chalà, “prominenza”, “sperone”, premesso ad àrna, sarebbe “rocca della prominenza”, o “rocca prominente”. Interpretazione suffragata dal fatto che l’antico rione Terra ha in effetti la forma di uno sperone che lo rende invalicabile su due lati e accessibile dal terzo, pur essendo comunque difeso da un burrone valicabile solo attraverso un ponte levatoio e una porta chiamata ancora oggi Porta del Ponte. Quella su cui in epoca medievale fu edificata la Torre rotonda, poi detta Torre dell’Orologio, l’unica ancora in piedi delle altre cinque edificate lungo il tracciato della cinta muraria.  Alla luce delle scorrerie e degli assedi che interessarono quei territori, è plausibile l’ipotesi che ad un certo punto, a Kalasarna, per difendersi dai pericoli incombenti, si siano creati dei punti di vedetta e ci si sia dotati della “campana” di cui narra la tradizione popolare, che dava l’allarme generale. La frequenza di accadimenti simili spinse i casalesi a cambiare dimora e trasferirsi nel centro che offriva una maggiore incolumità dagli attacchi esterni. Il primo nucleo si ingrandì e diede vita al centro che prese il nome di Terra di Campana, "Terra Campanae", che tra il X e il XII secolo soppiantò il precedente Kalasarna. Storicamente è da presumere che Kalasarna divenne Campana quando il centro abitato, dotatosi di una campana a scopo difensivo e di richiamo, si ingrandì e venne circoscritto da una cinta muraria intervallata da torrioni di difesa all'altezza delle Porte di accesso. Questo sistema difensivo durò per alcuni secoli. Alla fine del Seicento alcune delle torri risultano già distrutte da tempo. Non si conoscono le cause della scomparsa di altre antiche porte, ma di certo molto del dissesto del territorio e dell'abitato è dipeso da cause naturali e dalle guerre ripetute, oltre che dall'incuria dell'uomo.




 


Indirizzo Piazza Parlamento
  87061 Campana (CS)
Telefono 0983 93191
Fax 0983 937898 
Sito web http://www.comune.campana.cs.it
 

 

Nel centro del paese sorge un gruppo scultoreo dedicato ad Aldo Moro e alle vittime della strage di via Fani, opera dell’artista Cesare Baccelli.
Poco fuori dal paese troviamo il complesso dell'Incavallicata, tra cui degno di particolare nota il megalite dell’Elefante di pietra della Sila, scolpito di calcarenite. È alto circa 5,90 metri quindi ha dimensioni maggiori rispetto a quelle reali. A poca distanza troviamo un altro grande megalite alto 7,50 metri, sempre scolpito, che rappresenta le gambe di un essere umano ed è chiamato dalla popolazione locale “il gigante” o “il ciclope”.
A Campana i megaliti sono chiamati “Le pietre della Incavallicata”. Dal 2003 i due megaliti sono divenuti oggetto di studio e divulgazione scientifica. Specialmente il megalite dell'elefante, che rappresenta un esemplare con le zanne dritte riconducibile a specie remote. Sono esemplari unici in Europa, non esistono altri megaliti zoomorfi e/o antropomorfi scolpiti da esseri umani, tranne in Egitto e in Turchia.
Dal punto di vista geologico le rocce dell'Incavallicata appartengono all'unità delle arenarie giallastre e grigie a echinidi clipeastri di età Serravalliano-Tortoniano (Miocene medio-superiore).



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