Crotone (KR)

L'anima magno-greca della città di Pitagora

Città di mare, di storia, di cultura e del buon cibo, Crotone, offre ai suoi visitatori un vasto patrimonio culturale che ha attraversato due millenni, passando dalla archeologia della Magna Grecia alle fortificazioni della dinastia aragonese, a un centro storico medievale, dove si costruirono preziose case nobili e antichi luoghi di culto.
La città fu fondata da coloni greci provenienti dall'Acaia nel VIII secolo a.C., divenne una Polis seguendo l’ordinamento e la tradizione delle istituzioni elleniche e rappresentò uno dei centri più importanti della Magna Grecia.
 
Crotone, capoluogo di provincia, si affaccia sul Mar Ionio presso la foce del fiume Esaro e ricade nell'Area Marina Protetta di Capo Rizzuto.
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L’arrivo di Pitagora a Crotone segna una data storica, in quanto la sua celebre scuola filosofica fu fonte e origine della cosiddetta filosofia italica.
 
Crotone
 

Nel suo territorio è incluso il promontorio di Capo Colonna, dove svetta l'unica colonna superstite dell’antico Tempio di Hera Lacinia. Conosciuta anche come la Città di Pitagora grazie alla presenza del grande filosofo greco che intorno al 530 a.C. si trasferì a Kroton, creando una scuola di sapere, scienza, matematica e musica. 
Dell'antica città rimangono importanti testimonianze portate alla luce dai vari scavi condotti nel corso degli ultimi anni e molti oggetti sono oggi conservati nel Museo Archeologico.

 
Il centro storico

La città si erge tra terrazzi marini, pianure alluvionali, bastionate d'arenaria e rilievi tabulari, davanti a un mare increspato di argille.
Nel centro storico è possibile ammirare importanti testimonianze del glorioso passato di questa splendida città. Numerosi i palazzi che si possono ammirare nella parte antica, anche se a volte diroccati, restano caratteristici e suggestivi.
La città vecchia, con i suoi palazzi nobiliari e le chiese d'arte, si estende verso l'interno partendo dal possente Castello di Carlo V, massiccia fortezza spagnola edificata nel XVI secolo con funzioni logistiche e militari. Dal castello si diparte la grande cinta muraria ancora oggi ben visibile in diversi tratti, che abbraccia la vecchia Crotone e la protegge dietro i suoi possenti bastioni.
Tra i luoghi più rinomati, il Castello di Carlo V si trova nella parte antica della città, come anche il Duomo che contiene importanti manufatti pregiati.
Passeggiando per il centro storico ci si imbatte in antichi palazzi nobiliari e chiese storiche, come la Chiesa dell'Immacolata, la cui edificazione ebbe luogo nel 1554 e successivamente ampliata nel 1738.
Non lontano dalla Chiesa dell'Immacolata è presente la Chiesa di Santa Chiara con annesso convento, che mostra al suo interno una bellissima pavimentazione in maiolica napoletana. Tra l'Immacolata e Santa Chiara sorge la piccola Chiesa di San Giuseppe, edificio seicentesco, impreziosito con stucchi barocchi.

 
Crotone
 
Il territorio

Il territorio di Crotone offre paesaggi molto diversi tra loro, tra aree marine preziosissime a un passo dalla montagna e oasi naturali che sembrano il paradiso.
L'area marina di Capo Rizzuto è la più ampia d'Italia, con una superficie di circa 15mila ettari di mare. Otto promontori definiscono l’area protetta, il primo dei quali è quello di Capo colonna, vero e proprio giacimento archeologico, simbolo degli antichi fasti della Magna Graecia. Qui si erge l’unica colonna di stile dorico del celebre tempio dedicato alla dea Hera Lacinia. 
Altra tappa costiera è Punta Le Castella, ultimo baluardo della riserva, con la fortezza di età bizantina posta sull’isolotto che diede i natali a Ugurk-ali, comandante della flotta imperiale di Costantinopoli. 
Il territorio della provincia comprende anche aree di interesse geologico e ampi spazi d'interesse naturalistico, come il Parco della Montagnella, con la Valle del Giglietto e la cima del Monte Pizzuta, e il Parco Nazionale della Sila. Le foreste e i boschi silani sono un patrimonio inestimabile per la comunità crotonese e per l'intera Calabria. 
Nell’area della Sila Crotonese ricade Villaggio Palumbo, uno dei luoghi più ricchi di storia e folklore della Regione. L’area offre scenari meravigliosi, dal Lago Ampollino, che consente gradevoli avventure a bordo di una canoa o di un pedalò, ad una foresta sterminata. Il Villaggio Principe, invece, situato a quota 1479 metri, è immerso in boschi di pino laricio e faggio, arricchiti da un favoloso sottobosco.

 
Pitagora

La figura del greco Pitagora è avvolta dalle nebbie della leggenda.
Vissuto nel VI secolo a.C., era un filosofo greco, matematico, taumaturgo, astronomo, scienziato e politico.
Viene ricordato come fondatore storico della scuola a lui intitolata, nel cui ambito si svilupparono le conoscenze matematiche e le sue applicazioni come il noto teorema di Pitagora. Il suo pensiero ha avuto comunque importanza per lo sviluppo della scienza occidentale, perché ha intuito per primo l’efficacia della matematica per descrivere il mondo.
Il suo trasferimento dalla Grecia a Crotone segna una data storica in quanto la sua celebre scuola filosofica venne successivamente considerata come fonte e origine della cosiddetta filosofia italica.
I discepoli di Pitagora vivevano in una comunità organizzata e regolata dalle leggi dello stesso maestro, studiando le discipline del quadrivio: musica, aritmetica, geometria e astronomia. I pitagorici furono i primi a fondare una scuola di insegnamento superiore molto simile alle attuali università.

 
Capo Colonna

Vero e proprio scrigno d'arte dell'archeologia e della storia di Calabria, il promontorio di Capo Colonna, ubicato più a sud di Crotone, ospita l'omonimo Parco Archeologico, di certo il più suggestivo della Calabria.
Al suo ingresso si trova l’omonimo museo, dove sono esposti gli ultimi reperti rinvenuti nell'area di scavo adiacente. All’interno del Parco Archeologico si trova la Torre di Capo Nao, tozzo edificio spagnolo del XVI secolo, che ospita al suo interno l'omonimo antiquarium.
Oltre a rappresentare un luogo storico dal grande valore artistico e archeologico, il promontorio di Capo Colonna ospita la piccola e suggestiva chiesa di rito latino in cui si venera la Madonna di Capo Colonna. Ogni anno la più grande processione religiosa della Calabria porta migliaia di fedeli in pellegrinaggio dal Duomo di Crotone alla piccola chiesa all'interno del Parco archeologico.

 
Crotone
 
Il castello di Crotone

Il Castello di Carlo V, noto anche come Castello di Crotone, è una rudimentale fortezza eretta nel 840 d.C seguendo le linee stilistiche dell’antica Acropoli greca, atta a difendere il territorio cittadino dalle invasioni degli stranieri.
Come gran parte del patrimonio monumentale italiano, anche il Castello di Carlo V è giunto a noi dopo vari secoli segnati da profonde modifiche strutturali che portano la firma delle diverse dominazioni che si sono succedute in città.
Oggi il castello di Crotone è sede della biblioteca comunale, del museo civico, e di importanti manifestazioni a sfondo culturale. L'ingresso al castello di Crotone è posto nell'attuale Piazza Castello, grazie ad un ponte in parte fisso in muratura ed in parte levatoio in legno. La porta principale era inserita in una terrazza a forma di piramide tronca che dominava le cortine tra le due torri d'entrata ed il fossato antistante.
Dalla Torre del Comandante, oggi perfettamente conservata e adibita a spazio museale, si allunga verso il mare la grande cortina sud che termina col possente baluardo di San Giacomo, proteso in discesa verso il mare. Il baluardo era strategicamente importante perché dominava il porto di Crotone e la marina circostante, dando riparo alle truppe.
All'interno del castello la Torre dell’Aiutante, simile a quella del Comandante, era adibita a dimora degli ufficiali, mentre oggi ospita suggestivi spazi museali dove si svolgono mostre, esposizioni e incontri culturali.
La Torre Marchesana, a base circolare armata di quattro cannoni, era un ottimo posto di osservazione, oltre che a fare le funzioni di carcere per i forzati che costruivano il porto e riparavano il castello.

 
Crotone
 
Le Chiese

Numerose sono le chiese e gli edifici sacri presenti a Crotone, rappresentanti di uno spirito religioso altissimo che ha radici molto antiche.

La costruzione originaria della Cattedrale dovrebbe risalire al IX secolo. Nel corso dei secoli la chiesa fu soggetta a vari interventi di restauro, sebbene nel XVI secolo si operò una sua ricostruzione integrale, utilizzando materiali asportati dall'antico tempio di Hera Lacinia. L'interno della chiesa è a tre navate, divise da pilastri. Nella Cattedrale degna di nota è la Cappella della Madonna di Capo Colonna, che racchiude l'icona della Madonna di Capo Colonna, detta anche "Madonna Nera" per il colorito scuro con il quale è dipinta la sua carnagione. La cappella è riccamente decorata da stucchi ed affreschi, che narrano del ritrovamento della Sacra Immagine e degli eventi miracolosi dovuti all'intercessione della Madonna Nera. Degno di nota è anche il Fonte Battesimale collocato nella Cappella Epifania, risalente al secolo XIII.

 
Crotone
 

La Chiesa del Santissimo Salvatore è una delle chiese storiche di Crotone. Nel 1783 fu lesionata dal terremoto, ricostruita ex-novo e portata all'attuale grandezza. Prima di questa data, il coronamento della facciata presentava il caratteristico andamento ondulato presente in altre chiese del periodo viceregnale. 

La Chiesa dell'Immacolata risale al 1554, quando era costituita da un modesto tempietto con cripta sottostante. Una nuova ed elegante chiesa venne innalzata nel 1758, e successivamente ampliata e consacrata.
Degna di nota è la cripta a cui si accede tramite una porta lignea del Seicento, costituita da due archi che immettono nell'attuale cappella, con cornicioni in pietra tufacea locale e pavimento in terracotta dipinto di rosso. L'ambiente è costituito da una porta e lastroni in vetro e ferro che racchiudono, adagiati su tre gradini, i 490 teschi dei frati della Confraternita. Sul corpo superiore, al lato destro, è invece conservata una scultura lignea rappresentante il Cristo Crocifisso, uno dei pochissimi crocifissi al mondo in cui il Cristo è rappresentato con gli occhi aperti, un attimo prima di spirare.

La Chiesa di Santa Maria in Prothospatariis, risalente al XV secolo, è una delle più antiche di Crotone.
La chiesa, ad una navata, presenta un corpo allungato con abside semicircolare. La facciata principale ha un portale di pietra tufacea sormontato da una trabeazione a linea continua decorata con motivi floreali e sorretta da mensole laterali. Al di sopra vi è un rosone con vetri colorati.

La Chiesa di Santa Chiara fa parte del complesso monastico omonimo, le cui strutture originarie vengono fatte risalire alla fine del 1300, mentre l'attuale costruzione risente degli apporti del 1700 ed inizio 1800.
La chiesa, in stile barocco, è stata consacrata nel 1774, come è riportato su una lapide marmorea posta all'entrata. Il convento ospitava le figlie delle famiglie nobili crotonesi, come testimoniato dai molti stemmi  nobiliari apposti su ogni dono offerto al monastero. La chiesa di Santa Chiara si configura come il gioiello del centro storico della città, soprattutto per il ricco patrimonio che custodisce al suo interno, tra cui un armadio che racchiude un organo a canne, costruito nel 1753 da Tommasio De Martino, organario della regia cappella di Napoli e le gelosie in legno del coro, a cui era affidato il compito di custodire la clausura delle clarisse.

La Chiesa di San Giuseppe presenta un corpo centrale risale probabilmente al XVI, mentre le cappelle gentilizie furono aggiunte nel 1719. Fu restaurata nel 1744 dopo un violento terremoto e consacrata nel 1756. Si ritiene che la sua costruzione sia stata voluta da alcune famiglie nobili crotonesi riuniti nella Confraternita dei Sette dolori della Vergine Maria o dell'Addolorata, che la offrirono poi in dono alla città. L'interno è costituito da una navata centrale con ai lati 4 cappelle edificate da alcune famiglie gentilizie. La facciata è ornata da un bel portale in stile tardo barocco in arenaria.

 
Museo Archeologico Nazionale

Il museo è stato fondato nel 1968 e si trova su via Risorgimento, nel cuore del centro storico cittadino. L'edificio, composto da due piani, contiene tutti i più significativi reperti provenienti dalle zone archeologiche dell'intero territorio crotonese. In  particolare ricchissimi rinvenimenti archeologici provengono dal Santuario di Hera Lacinia sito in Capo Colonna.
A piano terrea, l’area riferita all'età preistorica propone asce ed armi litiche, oltre a strumenti per l'agricoltura. Ben documentata è l'età del ferro, con ricchi corredi funerari e manufatti provenienti dall'area provinciale di Crotone e la produzione vascolare greca, con vasi ed anfore di rara fattura e bellezza distinti in base alla provenienza.
Al primo piano, di grande interesse è la vasta sezione dedicata al cosiddetto "tesoro di Hera Lacinia", una sala votiva con oggetti di altissimo valore artistico, rinvenuti nel Parco Archeologico di Capo Colonna. Tale ricco patrimonio comprende capolavori come la sfinge alata, la gorgone, la barchetta nuragica. Tra questi spicca lo splendido Diadema Aureo, conosciuto anche come "corona di Hera", costituito da una fascia in lamina d'oro che sviluppa una decorazione a treccia all'interno mentre all'esterno vi è una linea con foglie e bacche sostenute da fili intrecciati.
Altre sezioni documentano i santuari della zona, tra cui quello di Apollo Aleo a Krimisa, il tempio dorico di Kaulonia e un'area di culto a Punta Stilo.
Di recente il patrimonio museale si è arricchito di un askos, un unguentario di bronzo del V secolo raffigurante una sirena con corpo di uccello e testa didonna, un reperto molto prezioso proveniente da uno scavo clandestino di Strongoli e finito nel 1992 al Paul Getty Museum di Malibù, in California.

 
Crotone
 
Museo Archeologico di Capo Colonna

Inaugurato nel 2002, il museo sorge all'interno del Parco omonimo, su un unico piano.
La struttura è divisa in tre padiglioni espositivi: la Terra, che conserva reperti emersi durante il periodo della dominazione romana; il Sacro, dedicato alle testimonianze dell'area sacra del Santaurio ed il Mare, che espone i ritrovamenti subacquei.
Tra i reperti più pregiati esposti nel Museo si annoverano un elmo corinzio in bronzo del V secolo, un ceppo d'ancora in pietra su cui è incisa una dedica di Phayllos, tra i più celebri atleti crotoniati, a Zeus Meilichios e una piccola scultura in marmo raffigurante Amore e Psiche, ritrovata nelle acque antistanti la costa crotonese. La struttura è circondata inoltre dal giardino di Hera, costituito, tra gli atri, da alberi di pero, melo, giglio, mirto e melograno.

 
Parco archeologico di Capo Colonna

Il Parco è situato a qualche chilometro dalla città, sul promontorio di Capo Colonna. L'area comprende trenta ettari di terreno adibito a scavi e venti di bosco e macchia mediterranea. A Capo Colonna sorgeva una tra le aree sacre più importanti dell'intero bacino Mediterraneo: il santuario dedicato a Hera Lacinia, moglie e sorella di Zeus, protettrice dei pascoli, delle donne, della fertilità femminile, della famiglia e del matrimonio.
I reperti rinvenuti nell'area di scavo sono custoditi, in parte, nel Museo Archeologico Nazionale di Crotone. In particolare si segnalano i reperti di età arcaica e il prezioso Tesoro di Hera Lacinia. Del celebre santuario sono esposti oggetti votivi, frammenti di decorazioni architettoniche in marmo e terracotta, e frammenti di sculture, tutti risalenti all'età arcaica; il cippo iscritto che ricorda l'appartenenza del santuario ad Hera Eleytheria; il gruppo scultoreo d'età romana di Eros e Psyche rinvenuto in mare a Capo Colonna. 
Nel nuovo museo di Capo Colonna, situato all'ingresso del Parco Archeologico, sono esposti reperti rinvenuti nell'area. 

 
Museo Civico

Il museo si trova attualmente nei locali della Caserma Sottocampana e della Torre Comandante del Castello, utilizzata quest'ultima solo per esposizioni temporanee.
Delle tre sale espositive presenti, la prima conserva soprattutto frammenti ceramici di piastrelle pavimentali e di stoviglie di fattura meridionale, venuti alla luce durante lavori di scavo eseguiti nel centro storico cittadino e nel  comprensorio crotonese. Sono esposte, inoltre, un numero considerevole di pipette di argilla ritrovate al Castello e due elementi decorativi di un portale, provenienti da un antico casale situato tra Cutro e Papanice e risalenti al secolo XIV.
La seconda sala espone la documentazione numismatica, nella quale spicca una bulla, piccolo oggetto tondeggiante contenente generalmente un amuleto che si poteva indossare come pendente di una collana. Sono presenti, inoltre, pugnali da caccia ed alcune spade, di fattura locale, datati tra il XVIII ed il XIX secolo. Molto rappresentata è la ceramica proveniente da Gerace, Seminara e Squillace.In particolare, la ceramica di Seminara si caratterizza per la ricchezza cromatica e la plasticità, per la funzione scaramantica  delle proprie figurazioni.
La terza sala conserva un cannone e tre colubrine, ritrovati nelle acque antistanti la costa crotonese.  Lungo le pareti sono disposti gli stemmi di alcune famiglie nobili crotonesi, tra i quali quello della famiglia Ruffo.

 
Le spiagge

Il promontorio di Capo Colonna ospita anche alcune delle più belle spiagge di Crotone, come quella di Punta Scifo, di sabbia rossa finissima e dai fondali bassi e sabbiosi; quella di Campione, vasta e inserita in un contesto paesaggistico sublime, ricadente nell'Area marina protetta di Capo Rizzuto.
Sempre fuori città si trova la Spiaggia dell'Irto, a ridosso del promontorio di Capo Colonna, molto bella, sabbiosa e poco frequentata. Le più gettonate sono ovviamente le spiagge cittadine, quelle che dal molo del Porto Vecchio si allungano in direzione sud costeggiate dal lungomare.
A nord della città invece si distendono le spiagge di Gabella, caratterizzate da sabbia bianca a granelli, lunghi arenili e fondali alti e sabbiosi. Questa zona costiera è spesso battuta dal vento di grecale e dalla tramontana, per questo sono particolarmente frequentate dagli amanti del kite-surf.

 
Crotone
 
Attività all’aria aperta

Tra gli itinerari naturalistici e storico-culturali più battuti c'è il territorio delle ex ferrovie Cutro-Crotone-Papanice, con le sue gallerie ancora intatte e una fauna che in primavera si arricchisce di aironi e folaghe. Attraversando i boschi si possono ammirare sorgenti incontaminate e le famose rocce granitiche di Fosso Iannace.
Le escursioni nel Parco Nazionale possono essere un'occasione imperdibile per gli appassionati di fotografia, birdwatching e biowatching.  
Il Trekking Fluviale è un’attività che consente di vivere a stretto contatto con ambienti naturali selvaggi e incontaminati. Le escursioni vengono effettuate seguendo l'alveo dei torrenti, in direzione opposta alla corrente. In alcuni casi, come nelle gole basse del Tacina, nel Migliarite ed nel Senapite, si tratta di escursioni estremamente difficoltose, destinate ad escursionisti esperti ed allenati.
Gli amanti del mare possono avventurarsi in percorsi subacquei alla scoperta della flora e della fauna dell'Area Protetta di Isola di Capo Rizzuto e degli esclusivi fondali del tratto di costa che si estende da Cirò Marina fino a Capo Piccolo.

 
Gastronomia

A Crotone si ha la possibilità di gustare una gran varietà di prodotti tipici: il Butirro, piccolo caciocavallo che racchiude un cuore di burro, e il rinomato Pecorino crotonese, a pasta dura, prodotto esclusivamente con latte di pecora di razza Gentile. Tra i primi piatti tipici sicuramente da gustare i cavateddri o i maccarruni, specialità di pasta fatta in casa, da condire con ragù di maiale e la zuppa di pesce.
Tra i dolci troviamo la Pitta da Madonna e il sanguinazzu.
Il prodotto più noto della provincia crotonese è sicuramente il Cirò, il più famoso vino DOC calabrese, prodotto nelle tipologie Rosso, Rosato e Bianco, nei comuni di Cirò, Cirò Marina, Melissa e Crucoli.

 

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Approfondimento
 
 



 


Indirizzo Piazza della Resistenza, 1
  88900 CROTONE (KR)
Telefono +39 0962 921111
Fax +39 0962 921360
Sito web Comune di Crotone
 

 

Il Lungomare di Crotone, in via Cristoforo Colombo e viale Gramsci, è stato da poco rinnovato e ampliato: ospita bar, ristoranti e luoghi di ritrovo; a ridosso, ci sono i variopinti lidi balneari che animano la costa, dove si trova la lega navale che si apre da Piazza Rino Gaetano, famoso cantante nato proprio nel rione marina, crocevia tra il lungomare e il porticciolo turistico.

La visita di Crotone inizia da piazza Pitagora, punto di raccordo tra la città vecchia, ancora in parte cinta dalle antiche mura e caratterizzata da un intrico di vicoli, e la parte moderna. Percorsa via Vittoria, si giunge al Duomo, il cui impianto risale all'XI secolo. L'edificio fu ricostruito interamente nel Cinquecento, utilizzando materiale recuperato dal tempio di Hera Lacinia. Restaurato e rimaneggiato nel Seicento e nel Settecento, mostra una facciata dalle linee classicheggianti. L'interno, a tre navate, conserva elementi originari e fastosi decori ottocenteschi. Accanto al Duomo, si erge il cinquecentesco Palazzo vescovile. Proseguendo a sinistra, verso Corso Vittorio Emanuele, si giunge al vecchio municipio, con torretta e orologio. L'edificio fu realizzato nell'Ottocento riadattando un vecchio convento seicentesco. Poco più in alto, sorge la chiesa dell'Immacolata, ricostruita nel XVII secolo su un tempio quattrocentesco. Al suo interno si possono ammirare ricchi stucchi barocchi, alcune tele ottocentesche e un notevole Crocifisso ligneo di scuola napoletana del XVII secolo. Doverosa è una visita al Castello, fatto edificare dal vicerè Pietro di Toledo nel 1541, a completamento dell'imponente apparato difensivo di cui munì la città. È una costruzione a pianta poligonale con fossato e torrioni cilindrici angolari. Attualmente ospita la Biblioteca comunale e il Museo civico. Sulla piazza del Castello si affacciano due importanti costruzioni: palazzo Morelli, costruito nel 1885 e il settecentesco palazzo Barracco, di fronte al quale si estende la villa comunale costruita negli anni quaranta del Novecento su uno dei rivellini della cinta muraria. Tra i palazzi nobiliari a ridosso della cinta muraria, in parte ancora esistente, si segnalano Palazzo Olivieri Susanna (1526) in vico Montalcini; Palazzo Sculco, in via Ducarne con balconi ad arco; Palazzo Barracco sito in piazza Castello, ora sede della Confcommercio; Palazzo Berlingieri in stile neoclassico, in piazza Umberto I, risalente al 1880; Palazzo Albani che si trova nell'omonima piazza dedicata a Eugenio Albani, per molti anni sindaco della città; Palazzo Giunti in via Fosso e Palazzo Maijda in via Suriano. I due bastioni ancora presenti nel centro storico, Toledo e Pedro, sono ben visibili in Piazza Mercato e alla discesa di via San Leonardo. La visita può protrarsi alla scoperta di uno dei quartieri più antichi e suggestivi del centro storico, la cosiddetta Pescheria, caratterizzato da vicoli, importanti palazzi sei-settecenteschi e resti di alcuni complessi religiosi. Dal capoluogo la strada conduce verso sud, a Capo Colonna, alla celebre colonna superstite delle quarantatré che sostenevano il tempio di Hera Lacinia. Intorno alla colonna sono stati riportati alla luce i resti del tempio, mentre poco distante si staglia imponente una torre di difesa cinquecentesca e si ammira il piccolo e suggestivo Santuario di Maria SS. di Capo Colonna.

L'edificio attuale che ospita il Duomo di Crotone è stato interamente ricostruito nel XVI secolo su un impianto risalente IX secolo, impiegando materiale di spoglio proveniente dal tempio di Hera Lacinia. Tra le opere di maggiore pregio custodite all'interno sui segnalano: il fonte battesimale con base arricchita da motivi zoomorfi, risalente al XIII secolo; un dipinto su tavola dellaMadonna con Bambino, nota come Madonna di Capocolonna, di cultura bizantinegggiante. Da segnare inoltre il coro in legno del 1678, il dipinto del crotonese Nicola Lapiccola raffigurante il Ritorno di Gesù dal Tempio, del XVIII secolo e il pulpito novecentesco di cultura locale.

Il porto di Crotone è costituito da due bacini distinti, non comunicanti tra di loro. Il minore, situato nella zona est/sud-est della città, è più antico ed è denominato Porto Vecchio; il principale, situato nella zona nord della città, è denominato Porto Nuovo. Il Porto Vecchio, per i suoi bassi fondali (circa cinque metri) e l'entrata difficoltosa, accoglie prevalentemente unità da diporto e pescherecci della locale marineria da pesca. Nell'ambito del porto è inoltre in esercizio un cantiere navale attrezzato per la costruzione di piccole unità di legno e per la riparazione e manutenzione di imbarcazioni da diporto. Il Porto Vecchio nella zona ESE della città è protetto da una larga scogliera banchinata internamente. Tutte le banchine sono munite di bitte da ormeggio. Il Porto Nuovo (con fondali dai sei a dodici metri) presenta un'imboccatura ben protetta da tutti i venti ed è adibito al traffico commerciale. Sono assicurati i servizi portuali di pilotaggio, rimorchio ed ormeggio. Al largo sono collocate piattaforme per la produzione di idrocarburi, collegate tra loro e la costa da condotte sottomarine. I traffici che interessano il porto sono dovuti per il 35% a navigazione internazionale e per il 65% a navigazione di cabotaggio. La movimentazione del porto riguarda sia prodotti industriali sia prodotti commerciali; l'attività prevalente è comunque legata al traffico di cereali. Nel corso degli ultimi anni, il trend dei traffici merci afferenti il porto ha subito un decremento: ciò trova la sua motivazione principale nella cessazione di alcune importanti realtà produttive operanti nella vicina area industriale. L'accesso al porto avviene sia dalla SS 106 Jonica, sia dalla SS 107 Situato a Nord della città, è principalmente adibito al traffico commerciale e, su autorizzazione dell'Autorità Marittima, anche al diporto.

L'attuale Museo Archeologico Nazionale di Crotone , fondato nel 1968, raccoglie materiali provenienti dall'ex museo civico. I reperti esposti sono ascrivibili all'età preistorica, all'età del ferro, all'età greca, fino al medioevo. Accanto a materiali del periodo neolitico (asce di pietra, raschiatoi di ossidiana provenienti da Policastro), e dell'Età del Ferro (brocche con collo rigonfio, fibule di varia foggia, strumenti musicali a corda provenienti dalle tombe di Cirò), il Museo conserva reperti di notevole interesse storico e artistico. Tra essi, per l'età arcaica, sono da ricordare vari unguentari corinzi, frammenti di un vaso attico a figure nere, di un vaso calcidese, ceramiche provenienti da vari centri della Lucania, vasi apuli a figure rosse e un piattello etrusco. Numeroso il materiale da Crotone: materiale d'età neolitica, un'antefissa arcaica a testa di Gorgone, una testa di giovinetto in terracotta, un'arula con Ercole in lotta con i Centauri, rilievi votivi, ceramica a figure rosse, oscilla e bronzetti di Ercole in assalto con leontè. Paricolarmente interessanti un cippo confinario con la numerazione "29" in greco, ed un puntale in bronzo con l'iscrizione "Acanthropos figlio di Teognide". Spicca per interesse la sezione dedicata alla documentazione del Santuario di Hera al Capo Colonna (il Lacinion): del santuario, che ebbe un'enorme importanza e fu sede della lega italiota fino al trasferimento del centro federale a Taranto, sono esposti oggetti votivi, frammenti di decorazioni architettoniche in marmo e terracotta, e frammenti di sculture, tutti risalenti all'età arcaica; il cippo iscritto che ricorda l'appartenenza del santuario ad Hera Eleytheria; il gruppo scultoreo d'età romana di Eros e Psyche rinvenuto in mare a Capo Colonna, e la dedica in latino ad Hera Lacinia. Non meno interessanti le sezioni che raccolgono materiali provenienti da altri santuari della zona, come quello di Apollo Aleo di Cirò (Punta Alice, promontorio di Crimissa), del tempio dorico di Caulonia e da Punta Stilo. Il Museo Civico di Crotone , allestito presso il Castello Aragonese, comprende una sezione araldica, tra cui si segnala lo stemma e il frammento con le insegne della famiglia Ruffo, che con alterne vicende fu feudataria di Crotone fino al 1531. Un'armeria che conserva cannoni, pezzi di artiglieria da naviglio in bronzo recuperati nelle acque crotonese e armi bianche del XVIII-XIX secolo; una sezione ceramica con reperti ritrovati durante i lavori di restauro nel complesso monastico di S. Chiara e nel Castello: si tratta soprattutto di frammenti ceramici pertinenti a stoviglie di uso comune di fattura meridionale. Un'altra sezione conserva una raccolta di stampe e foto del periodo compreso tra la fine del secolo scorso e il 1950. Infine, la sezione del costume medievale che comprende 52 abiti di principi, dignitari, cortigiani, popolani, artigiani e religiosi.



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