SQUILLACE

A pochi chilometri dalla costa su una collina a ridosso di un burrone è il centro di Squillace. In epoca greca si chiamò Skilletion e in età romana Minervia Augusta Scolacium, ma forse le origini di questa città sono più remote. Fu patria di Aurelio Cassiodoro. Squillace è un centro con una forte vocazione turistica. Skylletion, che la tradizione vuole fondata da Ulisse, fu un'importantissima città della Magna Grecia. Il nucleo urbano antico si trova nel territorio più vicino al mare, mentre l'attuale centro ha origini medievali. Il viaggio alla scoperta del Golfo di Squillace inizia da Borgia, località situata tra i boschi e il mare, in un luogo dove si percepisce ancora lo splendore della Magna Grecia. Vicino Catanzaro, all'ingresso del Parco Archeologico di Scolacium, si possono ammirare i ruderi della chiesa di S. Maria di Roccella, edificata dai Normanni tra la fine dell'XI e la prima metà del XII secolo. Dall'analisi di quanto resta dell'edificio emerge una commistione tra le forme del romanico occidentale e la cultura bizantina. Gli scavi all'interno del Parco Archeologico hanno riportato alla luce i resti di costruzioni di epoca romana quali il teatro, l'anfiteatro, le terme, le strade lastricate, l'acquedotto, mentre dell'antica Skylletion greca, non sono ancora emerse strutture murarie, a causa della sovrapposizione della città romana; molteplici sono, comunque, i rinvenimenti ceramici del IV, V e VI secolo a.C.. Fiorente e di antica tradizione è l'artigianato della ceramica e della terracotta, tanto che Squillace rientra tra i ventisette comuni italiani che si possono fregiare del marchio DOC. Un'arte probabilmente molto antica che si sviluppò già in epoca magno-greca. Molte opere squillacesi sono conservate in musei di tutto il mondo: Londra, Parigi, New York, Capodimonte, Palermo. Il prodotto più importante degli artigiani del luogo è Sqllci 1654, un pezzo conservato nel Museo Provinciale di Catanzaro, ora disperso.




 


Indirizzo Piazza Municipio, 1
  88069 Squillace (cz)
Telefono 0961 914020
Fax 0961 914019
Sito web http://www.comune.squillace.cz.it/
 

 

Percorrendo il corso principale di Squillace, intitolato al concittadino Generale Guglielmo Pepe, si possono ammirare numerosi artistici portali in pietra lavorata, alcuni antecedenti il famoso terremoto del 1783 altri successivi. Si pensa che gli stessi scalpellini che lavorarono alla facciata della Cattedrale abbiano poi lavorato a lungo a Squillace, per conto dei patrizi squillacesi che vollero ornare i loro palazzi. Si tratta di portali imponenti, bugnati e con chiave di volta diversa l'una dall'altra. Salendo a sinistra, in uno spiazzo, c'è il portale di Palazzo Baldaya, poi quello di Palazzo Pepe (oggi Municipio), quindi quello di Palazzo Maida-Chillà (Via S. Matteo); segue quello di casa Mungo, di casa Chillà, di Casa Megna (vecchia sede della tenenza dei Carabinieri), quindi quello del secondo Palazzo Pepe (con corte, affresco al soffitto e pozzo). All'interno del cortile, sulla destra, si può ammirare un altro magnifico portale lavorato finemente, con lo stemma in pietra della famiglia Ferrari. Sono solo alcuni tra le centinaia di portali sparsi in ogni angolo del borgo, tutti belli e quasi integri, nonostante il tempo. Alcuni portali sono anteriori al terremoto del 1783, quello della Chiesa di S. Pietro, quello isolato in Piazza Castello (qui, durante il terremoto, sotto umile tenda, com'egli stesso scrive nelle "memorie", è nato il Generale Guglielmo Pepe) e un altro nella discesa di Via dell'Antico Senato.

Le origini della cattedrale di Squillace risalgono verosimilmente ai primi tempi della cristianità. Distrutta dal terremoto nel 1783, fu ricostruita pressappoco sullo stesso sito della Cattedrale di età normanna. L'interno a pianta basilicale conserva un fonte battesimale in pregiato marmo bianco del XVI sec.. Degno di nota inoltre la cappella di Sant'Agazio Martire, patrono della Città eretta per volere di Pietro Borgia, Principe di Squillace, il monumento sepolcrale del vescovo Capece-Galeota del 1514. Da menzionare è la Chiesa gotica di Santa Maria della Pietà, piccolo edificio in abbandono del XII secolo con un portale ogivale e piccole monofore in pietra tufacea su una delle due facciate. L'interno presenta volte a crociera protogivali a due campate a profilo semicircolare e costolonate, sorrette da pilastri rettangolari. E' una delle testimonianze religiose più antiche della cittadina, restaurate nell'Ottocento. La Chiesa di San Matteo, con interessante facciata di tipo rinascimentale realizzata da scalpellini serresi tra il 1717 e il 1722, con all'interno diverse statue lignee. Una Chiesa tipicamente francescana, il cui portale è sovrastato dallo stemma dell'Ordine Francescano (due braccia incrociate). Alla chiesa era annesso il Convento delle Clarisse, che accoglieva ragazze di famiglie nobili, fondato il 19 maggio del 1586 e ricondotto alla Regola di S. Chiara di Assisi. Per un certo periodo divenne dell'ordine cistercense e, su richiesta del vescovo Marcello Sirleto (1573-1594) il Papa Sisto V volle che fosse affidato a quello di Chiara. Del monastero restano solo i documenti riferiti alle generalità delle monache, tutte di famiglie patrizie, mentre solo pochi sono i resti delle mura che oggi circondano un ortello, nel retro della Chiesa. All'interno della Chiesa si possono ammirare un magnifico arco in pietra che delimita il Presbiterio, nonché alcune tele di buona fattura, risalenti al XVIII secolo. Poco prima del lido di Squillace si conserva il santuario della Madonna del Ponte. L'edificio, circondato da un boschetto, sorse intorno all'anno Mille come eremo bizantino.

Da visitare il Castello Normanno (detto anche" Dei Borgia"): nella parte alta del colle cittadino di Squillace, si ergono le imponenti mura e le torri del Castello. Fu dapprima una fortificazione bizantina, sorta sulle rovine del Monastero Castellense di Cassiodoro. Si presenta imponente, con un portale bugnato, sovrastato dallo stemma marmoreo della Famiglia Borgia. La sua architettura è discontinua e non segue precisi canoni, in virtù del fatto che fu assoggettato a diversi rimaneggiamenti e ad aggiunte in epoche diverse. La facciata si presenta delimitata da due grosse torri, una cilindrica su tronco di cono, l'altra poligonale, più imponente. Oggi nelle sue sale è stato allestito un Museo che espone ceramiche e reperti rinvenuti in loco; Palazzo Pepe, sede del Municipio dove sono conservate delle lapidi romane; la cattedrale, le cui origini sembrano risalire ai primi tempi dell'era cristiana. La facciata del Duomo è in pietra da taglio; all'interno si può ammirare un fonte battesimale del 1500 ed in sacrestia, oltre ad un calice in oro in stile barocco, sono presenti altri pezzi di interesse storico.

Costituito nel 1984, il Museo Diocesano di Arte Sacra di Squillace occupa sei sale del Palazzo Vescovile. Raccoglie, pianete, candelabri, ostensori, calici, paramenti sacri, dipinti, sculture lignee e opere marmoree databili a partire dal XVIII secolo provenienti, principalmente, dal tesoro della Cattedrale normanna di Squillace, distrutta dal terremoto del 1783. Tra i paramenti sacri: un pivale rosso a lama d'oro del settecento, di manifattura catanzarese. Tra gli argenti: un ostensorio e un calice del settecento. Fanno parte anche della collezione due anfore greche provenienti dal Castello di Squillace.



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