Caccuri (KR)

C'era una volta il medioevo

Incerte sono le origini di Caccuri, piccolo paese nel cuore della provincia di Crotone, posto sulle colline sovrastanti la riva sinistra del Neto.
 
Una deliziosa realtà medievale pronta a raccontare le bellezze nascoste dell’intero ambito territoriale. Tra ripidi saliscendi, viuzze e costoni rocciosi, si dipanano stradine tortuose interrotte dalle cosiddette "rughe", piazzette verso le quali si rivolge l'ingresso di ogni casa.

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A Caccuri si trovano numerosi resti di un passato affascinante e lontano, come il bellissimo maniero che si erge in cima a una rupe.
 

A Caccuri si trovano numerosi resti di un passato affascinante e lontano, come il bellissimo maniero che si erge in cima a una rupe. Appartenuto a importanti famiglie come i Ruffo, i Cavalcanti e i baroni Barracco, custodisce ancora oggi il suo fascino originale, raccontato ai visitatori attraverso straordinari esempi di tecnologia ottocentesca, riscontrabili nelle sale da bagno con i lavabi in porcellana inglese, nelle antiche cucine e nella torre acquedotto, nonché attraverso gli autentici pavimenti in maiolica napoletana o ancora nei soffitti affrescati Settecenteschi. Ai piedi del Castello vi è la Villa Comunale, un parco suggestivo per le sue rocce calcaree dalle forme insolite, che si stagliano tra il castello e i pini del parco, in cui ha sede il Municipio.

 
Caccuri
 

Nei dintorni di Caccuri vale la pena visitare il Parco Nazionale della Sila, una riserva rinomata per la sua ricca biodiversità tanto da essere entrata a far parte dei siti di eccellenza dell’UNESCO.
 A Caccuri non mancano le attrazioni, come il già citato Castello, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, il rosone della Badia di Santa Maria del Soccorso e i vari scorci paesaggistici e architettonici. L'atmosfera medievale del borgo viene ricreata ogni anno nel corso della giornata medievale, manifestazione che richiama numerosi appassionati e curiosi. Il tessuto urbano, infatti, conserva le caratteristiche del vecchio centro costituito da un intreccio di strade e vicoli che portano tutti al castello.
 Di ragguardevole importanza è la presenza di tre monasteri basiliani che, fino all'arrivo dei Normanni e della conseguente imposta latinizzazione del rito greco, ebbero una grande influenza sulla vita della popolazione locale. Il monastero di Santa Maria della Paganella o dei Tre Fanciulli, dell'Abate Marco e di Santa Maria di Cabria.
 Da vedere il santuario di San Rocco, situato ai margini del centro abitato e in prossimità della “Porta Piccola”, via d'accesso alle campagne ed uliveti del paese. Il santuario si trova nelle vicinanze di via Murorotto, ovvero la via che costeggia l'antico tracciato delle mura che proteggevano il borgo dagli assalti, in cui si può ammirare un pregevole arco in cotto. 
A Caccuri venne girato il film Il brigante Musolino di Mario Camerini, con Silvana Mangano. Ogni anno l’Accademia dei Caccuriani allestisce il Premio Letterario Caccuri per la Saggistica, che si svolge il 9 e il 10 agosto e premia autori nazionali e internazionali che si sono particolarmente distinti con la qualità dei loro scritti.

 
Caccuri
 
Il Castello di Caccuri

Il Castello di Caccuri è un imponente maniero Seicentesco edificato in cima ad una rupe che domina la valle sottostante, immerso in un paesaggio suggestivo, punto d’incontro tra la macchia mediterranea ed i boschi della Sila. Il Castello ha origini molto antiche, edificato dai bizantini come presidio difensivo a guardia della Valle del Neto. L'edificio ha pianta trapezoidale a corte centrale. Un inventario del 1781 descrive gli ambienti interni come ricchi di affreschi con scene cavalleresche, candelieri, specchiere e grandi quadri di Monarchi Spagnoli, Pontefici e Cavalieri di Malta.
I recenti restauri hanno reso l'edificio elegante sede per ospitare attività culturali ed eventi. All'interno, il pezzo forte è la Cappella Palatina che si presenta ad aula unica ripartita da un arco di trionfo sul quale spicca lo stemma dei Cavalcanti. Il soffitto originale è quello ligneo a cassettoni dipinto. L'altare maggiore, in legno laccato e dorato, ha una fitta decorazione a foglie d'acanto. La pala d’altare centrale raffigura Santa Barbara, mentre l'altare laterale, decorato con stucchi in stile rococò, è dedicato a San Gaetano da Thiene. Di grande interesse artistico è la collezione di dipinti Seicenteschi di Scuola Napoletana.

 
Caccuri
 
Badia di Santa Maria del Soccorso

Il complesso monumentale della Badia di Santa Maria del Soccorso di Caccuri comprende l'ex Convento dei Domenicani, la Chiesa di Santa Maria del Soccorso o della Riforma e la Cappella della Congregazione del Santissimo Rosario.
 Sulla facciata della Chiesa, oltre allo stemma dell'Università, appare lo stemma del feudatario del luogo, Giambattista Spinelli, duca di Castrovillari e conte di Cariati. Entrando nella Chiesa di Santa Maria del Soccorso, si nota subito l'acquasantiera in marmo verde Guatemala e l'interminabile serie di altari lignei, logorati dal tempo e dalla mano dei ladri, che hanno trafugato tutti i preziosi paliotti d'altari, il cui modello è visibile solo nell'altare di S. Barbara nella Cappella Palatina del Castello di Caccuri.

Procedendo verso l'interno, l'occhio va alla tela della Madonna del Rosario, per poi notare la contrapposizione tra il maestoso altare in gesso e l'arco in pietra serena che conduce alla Cappella Gentilizia dei duchi Cavalcanti, che vollero erigere per assistere alle cerimonie senza doversi per questo mischiare alla gente comune. 
All'interno del complesso monumentale di S. Maria del Soccorso, esternamente alla Chiesa, prima di accedere in quello che era un tempo l'ingresso al chiostro, si trova la vera perla del patrimonio artistico caccurese: la Cappella della Congrega del S. Rosario, dove si concede l'indulgenza plenaria dal 1679. Mattonelle di cotto alternate a maioliche in pietra azulea del Settecento compongono il pavimento della cappella, alla quale avevano accesso solo i frati della Congregazione e i mecenati della costruzione della Cappella.

 
Caccuri
 
Gastronomia

Da gustare le specialità del luogo, sfornate ogni giorno dall’antico Panificio in Piazza Umberto I: il calzone con la sardella, i mastacciuoli, le pitte 'mpigliate (tipiche del periodo natalizio), le cuzzupe e i muccellati (tipici invece di quello pasquale) e il pane tipico, ovvero la pitta.

Gli abitanti di Caccuri amano gustare questi prodotti accompagnati dal vino rosso di produzione locale. Di notevole valore gastronomico sono le numerose specie di funghi che crescono nei dintorni: i porcini, i vavusi, i rositi, i cocolini, i mucchiaruli, gli ovoli, i mussi e vovi, i chiodini, le pinnelle.

 


 


Indirizzo Via Adua, 5
  88833 Caccuri (KR)
Telefono 0984 998040
Fax 0984 998555
Sito web www.comune.caccuri.kr.it
 

 

Il territorio di Caccuri è ricco di sorgenti di acque minerali. L'acqua solfurea-clorurata del torrente Lepre viene usata per bagni e per bevanda, quella solforosa del Bruciarello è idonea per bagni, l'acqua salina di Calderazzi viene usata per pozioni.

Numerosi sono gli insediamenti rupestri nel territorio di Caccuri. Di notevole interesse geologico è la Grotta del Palummaro, una delle più grandi e profonde cavità carsiche del circondario con ingresso sulla riva del fiume Lese.

Al centro del paese si trova la chiesa matrice dedicata a Santa Maria delle Grazie, nota come Chiesa Madre o Matrice, tipico esempio di barocco calabrese, che domina il centro storico. Il campanile custodisce una preziosa campana dedicata alla Madonna del 1578 che l'Università di Caccuri commissionò ad Angelo Rinaldi. A tre navate, al lato della navata destra si trova la Cappella di San Gaetano (o De Franco). Da visitare la chiesa di S. Rocco, patrono della cittadina, posta su un'antica strada d'accesso all'abitato. Sulla strada che porta all'Abbazia di S. Maria la Nova, nel comune di San Giovanni in Fiore, vi è l'antico convento domenicano, meglio conosciuto come Chiesa della Riforma o di S.Maria del Soccorso. Fondato nel 1518 dal frate domenicano Andrea da Gimigliano, il complesso monumentale della Badia di S. Maria del Soccorso è chiamato dagli abitanti del paese il Convento, perché solo alla fine dell'Ottocento i frati abbandonarono la struttura religiosa, per la vendita dello stabile al barone Barracco. Vera perla artistica del patrimonio caccurese, presenta notevoli tesori al suo interno. All'interno del complesso monumentale di S. Maria del Soccorso, esternamente alla Chiesa, prima di accedere in quello che era un tempo l'ingresso al chiostro, si trova la vera perla del patrimonio artistico locale: la Cappella della Congrega del S. Rosario, dove si concede l'indulgenza plenaria dal 1679; è ancora visibile la bolla papale di Innocenzo XI.

Le strade, tutte in pietra levigata conducono alla grandiosa bellezza del castello risalente al VI secolo, che domina maestoso la grande rupe sottostante. Nell'atrio del Castello vi è la Cappella dei Cavalcanti. L'interno è abbellito da quadri e sculture attribuite alla scuola partenopea del 1800, dal soffitto ligneo e dal portale in pietra, opera dei maestri scalpellini dell'epoca. L'inconfondibile sagoma dell'unica torre, la malinconica Torre Mastrigli, è il simbolo dello stemma comunale e rende riconoscibile il borgo anche da lontano.



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