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CALOVETO

Caloveto è un paese ricco di storia, nato intorno al IX secolo. Il paese è posizionato lungo il crinale di una serie di colline che salgono dal mare e che fungono da contrafforte alla Sila Grande, sulla destra della valle in cui scorre il fiume Trionto. La fondazione è attribuibile a un gruppo di monaci acemeti che scavarono alcune grotte nella roccia, utilizzandole sia come monastero all’interno del quale venerare il proprio santo di riferimento, Giovanni Calibita, sia come chiesa e approvvigionamento idrico per gli abitanti che cominciarono ad abitare il borgo. Con il trascorrere del tempo il monastero dedicato al Santo raccolse attorno a sé una comunità agricola da cui si originò il primo nucleo abitativo di Caloveto. Il cenobio, in origine di rito greco, fu poi latinizzato dai Benedettini e nell’anno 1003 d.C. ospitò san Bartolomeo da Rossano, all’epoca dodicenne, per tutto il tempo necessario al perfezionamento della sua disciplina monastica e allo studio approfondito dei testi sacri. Il monastero continuò a prosperare durante la dominazione normanna e si estese nel passaggio da un’egemonia all’altra. Caloveto fu amministrato dai Santangelo, dai Ruffo di Montalto, dai Guindazzo, nel 1471, dai Cavaniglia, nel 1480, dai D’Aragona, dal 1570 al 1593, dai Mandatoriccio, dal 1593 al 1696, e infine dai Sambiase, principi di Campana, dal 1696 al 1806. Fu compreso nel Cantone di Cirò in base a un ordinamento amministrativo del 1799; nel 1807 si classificò come “luogo” e fu inserito nel “governo” di Cariati. In virtù di una legge del 1811 fu dichiarato Comune e unito al circondario di Cropalati, di cui divenne frazione nel 1928, per ritornare Comune autonomo nel 1934.




 


Indirizzo Piazza dei Caduti, 24
  87060 Caloveto (CS)
Telefono 0983 63005
Fax 0983 63900
Sito web http://www.comune.caloveto.cs.it/
 

 

Nella zona centrale del paese sorge Palazzo de Mundo, caratterizzato dalla pianta quadrata e costruito ai primi del ’900. Nel cuore del centro storico è ubicato Palazzo Comite, costruzione risalente al ’700 che include un particolarissimo cortile di forma quadrangolare e una grotta.

Di notevole interesse artistico è Casa Caruso, di origine neoclassica, costruita all’incirca nella seconda metà dell’800 su una collina rocciosa a strapiombo sulla valle sottostante che presenta segni di antiche attività agricole: frantoi, torchi, pietre da macina e diverse attrezzature. In particolare, la struttura del frantoio presenta una serie di archi a tutto sesto, un loggiato e un cornicione arricchito da scanalature di gusto neoclassico.

Un’antichissima costruzione del primo millennio è Palazzo Pirelli, che originariamente era adibito a convento dei monaci scampati alla persecuzione iconoclasta. Anch’esso è posizionato a strapiombo su una roccia in cui sono scavate le grotte di San Giovanni.

Ad alcuni chilometri dal centro abitato, in contrada Serra, è collocato Casale Comite, dell’inizio del secolo. Era l’abitazione del nobile avvocato Caloveto, che lo aveva reso cuore pulsante delle attività culturali ed economiche del paese.

La chiesa latina dedicata a sant’Anna fu costruita durante il dominio dei Sangineri perché il monastero di san Giovanni Calibita era oramai inadeguato alla popolazione crescente. L’edificio, oggi Chiesa Madre, è stato interessato da numerosi interventi di restauro e in onore di san Giovanni Calibita ne è stato modificato anche il nome. Edificata in stile normanno, sulla facciata principale presenta tre rosoni: uno centrale più grande e due laterali più piccoli. La pianta è a croce latina, suddivisa in tre navate e volte a botte affrescate con tre scene dipinte ad olio. Sul lato sinistro del presbiterio è custodita una tela dipinta da Aldo Moschetto nel 1995, raffigurante la “Morte gloriosa di S. Giovanni Calibyta”. Nell’ultimo periodo è stato allestito un Museo di arte sacra all’interno del quale è possibile ammirare svariati oggetti sacri risalenti al ’600, ’700 e ’800.

La Chiesa del Carmine si trova di fronte la Chiesa Madre, ed è chiamata di “donna Aurora” perché edificata agli inizi dell’800 per volontà della nobildonna Aurora Mazziotti in Pirelli in qualità di cappella adiacente al palazzo del barone De Mundo, dominante la piazza principale del paese. L’ultimo restauro ha restituito alla piccola chiesa il valore di due interi secoli di storia.

Fuori dall’abitato sorge la cappella dedicata a sant’Antonio di Padova, di recente restaurata e meta di pellegrinaggi nel mese di giugno.

Nel circondario si trova il rudere della Chiesa di Santa Rita, con pianta a croce latina.

La Chiesa dell’Annunziata, con struttura a pianta latina, è stata accuratamente ristrutturata e oggi è sede di un oratorio parrocchiale sito al centro del paese, mentre un tempo si trovava fuori dall’abitato e ospitava i monaci cenobiti.



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