ALTOMONTE

Seduto ai piedi del Parco Nazionale del Pollino si trova Altomonte, uno dei paesi più affascinanti della provincia di Cosenza, famoso in tutta Italia per il suo notevole patrimonio artistico-culturale. Il suo territorio è parte in pianura, bagnato dai fiumi Esaro, Grondi e Fiumicello, e parte in collina da cui si gode aria stupenda e un vasto panorama. Il paese fu costruito su di un preesistente nucleo fortificato e conserva ancora un'impostazione medioevale, con antiche case sulle quali si trovano portali in pietra, opera dei famosi scalpellini locali dei secoli XVII-XIX. La cittadina si chiamò dapprima Brahall, poi Bragalla, Antifluvius sino al 1343 e infine Altomonte, per volere della regina Giovanna II di Napoli. Altomonte fu feudo della potente famiglia dei Sangineto e successivamente del casato Sanseverino.




 


Indirizzo Largo della Solidarietà, 1
  87042 Altomonte (CS)
Telefono 0981 948041
Fax 0981 948261
Sito web http://www.comune.altomonte.cs.it/
 

 

Il nucleo abitato è situato su una meravigliosa collina a 500 metri di altezza, circondato dall'imponente catena montuosa del Pollino; è delineato da un dorsale di macchia mediterranea che va a riflettersi nel lago artificiale della Valle dell'Esaro, la quale è attraversata da splendenti corsi d'acqua.

Altomonte si presenta ai suoi visitatori in tutta la sua magnificenza grazie ad un incantevole centro storico di origine medievale, ricco di testimonianze storico-artistiche di grande influsso e interesse. Le sue splendide architetture, gli affascinanti scorci del suo antico centro abitato attraggono ogni anno migliaia di turisti e ne fanno uno dei borghi più belli d'Italia. La cultura gastronomica rievoca sapori, odori e colori del passato, grazie ad antiche tradizioni culinarie adeguatamente valorizzate e promosse, che identificano e nutrono la crescita del territorio. Tra le azioni volte a tutelare il patrimonio gastronomico vi è l'adesione all'Associazione Nazionale Città del Pane. Tutto l'anno le strade di Altomonte sono gremite da turisti affascinati dalle bellezze storico-artistiche e dagli usi e costumi di questo piccolo paese. Il progressivo aumento del numero delle presenze ha contribuito a far crescere servizi e infrastrutture dedicate all’accoglienza. L'economia altomontese si basa essenzialmente su agricoltura (vigneti, uliveti e pescheti), turismo, allevamento, edilizia e artigianato. Fiore all'occhiello di questo territorio sono le pesche, prodotte ed esportate in tutta Europa. Un posto importante nella tradizione lo occupa la pasta fatta in casa: tra le produzioni tipiche si ricordano "i maccarruni", i "rastatieddri" e le "lagani e ceci", oltre al pane casareccio e alle "pitte", tipiche focacce preparate con i ciccioli di maiale, con il pomodoro o con il fiore di sambuco. A maggio si svolge tra le vie del centro storico la Gran Festa del Pane, uno degli appuntamenti più attesi e caratteristici della ricchissima offerta culturale e turistica di Altomonte. Numerosi gli stand di produttori locali, di rappresentanze delle città aderenti alla "Associazione Città del Pane", di quelle annoverate tra i "Borghi più Belli d'Italia" e delle "Città Slow" che espongono e propongono la degustazione di specialità e prodotti di eccellenza. La Pro Loco di Altomonte cura i percorsi guidati tra "Forni Accesi" e i "Catui Aperti”. Al paese è stato riconosciuto il Premio "Alesini " 2006 Città della Prevenzione; il Premio Turismo 2005 Regione Calabria e il Premio Cerere per il più bel centro storico della provincia di Cosenza.

Tra le testimonianze storico artistiche, merita una particolare menzione la Chiesa trecentesca di Santa Maria della Consolazione e le collezioni custodite presso il locale Museo Civico. La Chiesa di Santa Maria della Consolazione è uno dei più importanti esempi di architettura angioina della regione; fu fatta costruire sul luogo dove sorgeva la piccola chiesa normanna di Santa Maria de Franchis, da Filippo Sangineto, signore del luogo al servizio dei d'Angiò. La costruzione di Santa Maria della Consolazione fu ultimata nel 1380, con la trasformazione della piccola chiesa in una grande basilica. Alla figura di Filippo Sangineto è legata anche l'importantissima raccolta di opere d'arte che abbellì la chiesa. Quando la contea passò ai Sanseverino, l'edificio fu ampliato e affidato nel 1443 ai Domenicani, che vi fondarono un monastero. La chiesa è a navata unica, con una facciata tardo gotica, il frontone cuspidato e il grande rosone, rifatto, composto da sedici colonnine che sorreggono archi trilobi inscritti in archi acuti con rosette negli interstizi, e, infine, il sontuoso portale con arco ogivale che ne sovrasta uno ribassato, forse opera di artisti senesi. Sulla destra si erge il campanile a pianta quadrata con elegante bifora, opera di maestranze calabresi del secolo XIV.

In posizione dominante si trova il Castello che conserva tracce di affreschi con feritoie e mensole in pietra lavorata, così come le antiche case sulle quali si trovano portali in pietra, opera di scalpellini locali. Altomonte corrisponderebbe all'antica Balbia, nome di origine fenicia (che significa Signore) citata anche da Plinio il Vecchio quando decanta la bontà del vino Balbino.

Ad Altomonte, dal 1988, anno della sua inaugurazione, il Teatro Belluscio ospita manifestazioni di prestigio anche a livello internazionale. Il prospetto esterno del Teatro è impreziosito da mosaici, opera di artisti di chiara fama. Il "Belluscio" è uno spazio scenico incastonato, a guscio d'uovo, tra le pieghe del centro storico di Altomonte. Negli anni ‘80 si è avvertita la necessità di dotare la cittadina di un ampio parcheggio, e durante la costruzione del parcheggio è nata l'idea di ricavare sulla sua propaggine quello che sarebbe diventato il fiore all'occhiello della città.



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