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PRIMAVERA DEI TEATRI - XVIII EDIZIONE

Data/Ora: dal 30/05/2017 ore 20.00, al 04/06/2017
30/05/2017

Nel capoluogo del Pollino calabrese ogni anno arriva il meglio del teatro italiano contemporaneo grazie al festival Primavera dei teatri, allestito dalla compagnia Scena Verticale diretta dal doppio Premio Ubu Saverio La Ruina e Dario De Luca, con la direzione organizzativa di Settmio Pisano. Lo stesso festival, nel 2009, ha vinto l'importantissimo Premio Ubu, ideato da Franco Quadri perché ritenuto, «Festival ormai storico dedito alla scoperta e alla valorizzazione di giovani gruppi teatrali con speciale attenzione a quanto accade nel Meridione, diretto e guidato con amore da Scena Verticale a Castrovillari, con un'ingorda partecipazione del pubblico cittadino di ogni ceto, come raramente si verifica per queste manifestazioni». Scena Verticale parla della rassegna, iniziata nel 1999, come il «Festival sui nuovi linguaggi della scena contemporanea, Primavera dei Teatri testimonia la volontà di dibattito culturale nazionale». Spiega La Ruina, De Luca e Pisano che «Primavera dei teatri testimonia la volontà di un piccolo e suggestivo centro di una tra le regioni più disagiate del territorio nazionale di diventare luogo privilegiato del dibattito culturale nazionale. E conferma la volontà di sfidare la propria condizione di arretratezza culturale, contribuendo al processo di rinnovamento del linguaggio scenico in Italia. Il festival è ormai un polo di riferimento al Sud per la drammaturgia contemporanea e la nuova creatività, cantiere di incontri e confronti tra artisti di diversa estrazione e generazione. Primavera dei Teatri ha contribuito negli anni all’affermazione di molti artisti italiani dell’ultima generazione, alcuni dei quali consacrati in seguito da prestigiosi riconoscimenti. Appuntamento unico nel meridione, il festival riflette sulla società contemporanea, registra idee e interrogativi estetici, punta sui giovani anche rischiando molto». Da Primavera dei teatri sono passati i più grandi nomi del teatro contemporaneo quando questi stavamo per emergere. Fra i tanti Ascanio Celestini, Emma Dante, Fibre Parallele, Oscar De Summa, Motus e tanti, tanti altri senza dimenticare le avanguardie e i nuovi talenti del teatro calabrese. Ogni edizione si tiene fra fine maggio e i primi di giugno e, in media, dura per quattro giorni in cui vengono proposti due o tre spettacoli all'interno delle sale del Protoconvento di Castrovillari che al suo interno ospita anche il Teatro Sybaris. Dettagli e informazioni su www.primaveradeiteatri.it.

La Primavera dei Teatri sboccia martedì 30 maggio e andrà avanti fino a domenica 4 giugno. Il calendario, come sempre, comprenderà spettacoli che utilizzano nuovi linguaggi della scena contemporanea. Con la direzione artistica di Saverio La Ruina e Dario De Luca e quella organizzativa di Settimio Pisano, il festival si conferma punto di riferimento per il teatro italiano. Si parte martedì 30 maggio con lo spettacolo alle ore 19 al teatro Sybaris, con Teatro immediato che propone “Caprò” di Vincenzo Mambella con Edoardo Oliva che è anche il regista. Segue, alle 21 al teatro Vittoria, “Macbettu” realizzato da Sardegna Teatro e Teatropersona per la regia di Alessandro Serra. La seconda giornata di Primavera dei Teatri, mercoledì 31, si apre alla 19 al Sybaris con la prima nazionale de “L'incidente – Io sono già nato morto” di Francesco Aiello, prodotto da Teatro Rossosimona; segue, ore 21 al Vittoria, “Codice nero” di Riccardo Lanzarone e allestito insieme a Cantieri teatrali Koreja. “Pedigree” di Babilonia teatri è l'anteprima nazionale che andrà in scena giovedì 1 giugno nella terza giornata del festival. Lo spettacolo si potrà vedere alle 19 nella Sala consiliare. Secondo spettacolo sarà “Franco Stone – Una storia vera”, ore 20.30 al Teatro Vittoria, prima nazionale messa in scena da I sacchi di sabbia, Gatti mézzi e Guido Bertoli e, alle 22.30 al Sybaris, chiude la giornata la prima nazionale di “Aiace” di Stabilemobile. Venerdì 2 giugno, alle 19 al Teatro Sybaris, prima nazionale di “Tropicana” per la regia di Frigoproduzioni; alle 20.30 “Personale politico Pentothal – Opera rap per Andrea Pazienza” realizzata da Fratelli Dalla Via, La Piccionaia e Gold leaves, mentre saranno i padroni di casa di Scena verticale, alle 22 nella Sala consiliare, a chiudere la giornata con “Masculu e fiammina” di e con Saverio La Ruina. Il penultimo giorno del festival, il 3 giugno alle 19 nella Sala consiliare, lo apre Fortebraccio teatro con “Il cantico dei cantici” che vede in scena, in anteprima nazionale, Roberto Latini; alle 20.30 al Teatro Vittoria, la prima nazionale di “Io non sono un gabbiano” di Compagnia Oyes per la regia di Stefano Cordella. Chiude Oscar De Summa con “La cerimonia” di Teatro Metastasio alle 22.30 al Sybaris. Ultima giornata di Primavera dei teatri domenica 4 giugno vedrà in scena, ore 19 al Teatro Vittoria, Maniaci d'amore teatro in “La crepanza – Ovvero: come danzare sotto il diluvio” per la regia di Andrea Tomaselli con Francesco D'amore e Luciana Maniaci; chiude la rassegna “Lingua di cane”, ore 21 al Sybaris, spettacolo di Cutino-Petyx e della Compagnia dell'arpa.




 


Dopo aver percorso l'ampio Corso Garibaldi e ammirato gli antichi palazzi nobiliari che vi si affacciano, la visita può avere inizio dai due Palazzi Gallo situati nella piazzetta Vittorio Emanuele. Si tratta di un antico monastero benedettino e di una massiccia costruzione ordinata intorno a un cortile, realizzata secondo gli schemi dell'architettura napoletana dell'Ottocento, sede della Biblioteca Civica U. Caldora e del Museo Civico. Il Museo custodisce una ricca collezione di reperti archeologici rinvenuti sul territorio nell'ultimo cinquantennio: frammenti di vasellame a impasto, bronzi, armi, gioielli, dall'età del ferro al periodo normanno. Di non minore interesse è il vicino Castello completato da Ferrante d'Aragona nel 1490. Sulla piazzetta antistante al castello, vi sono alcuni edifici del XVI e XVII secolo, tra cui il secentesco Palazzo Gesualdi, con un magnifico balcone spagnoleggiante in ferro battuto e la Chiesa della SS. Trinità, del 1704, con la sua rossiccia facciata incompiuta. L'interno, apparentemente spoglio e disadorno, custodisce numerose opere provenienti da edifici ormai scomparsi, tra le quali si segnalano il Crocifisso ligneo della fine del Cinquecento e il bellissimo ciborio dell'altare maggiore arricchito da inserti in madreperla. La visita continua con il vicino Protoconvento francescano fondato nel 1220 da Pietro Catin, discepolo del "poverello d'Assisi". L'imponente complesso, di recente restaurato, colpisce per i suoi due chiostri; ospita la Pinacoteca Comunale intitolata ad Andrea Alfano, dove si possono ammirare le opere donate alla città natale dal noto pittore (1879-1967), tra i più autorevoli esponenti della cultura artistica del Novecento calabrese. Attraverso i vicoli che si diramano dal convento, caratterizzati da sottopassi, architetture medievali, pregevoli palazzi con portali in pietra e cortili interni, si giunge nel cuore della "Giudecca", il quartiere abitato dagli ebrei fino alla metà del XVI secolo, quando furono espulsi dal Regno. Lasciata la piazzetta di San Giuliano, sulla quale si affacciano i ruderi del cinquecentesco palazzo dell'antico municipio, la strada si inerpica verso il monumento simbolo della città, Santa Maria del Castello. A metà della salita, da visitare il Conservatorio delle Pentite, fondato nel 1635 per ospitare "le donne traviate" che cercavano "rifugio nelle braccia della Religione". Poco rimane del conservatorio, mentre nell'attigua cappella, dedicata a Santa Maria Egiziaca, si conservano importanti opere del Sei e Settecento. Tra queste una Madonna col Bambino, di Giuseppe Marulli, e una Pietà di Antonio Sarnelli. Non meno interessanti sono altri luoghi sacri di questa antica cittadina, quali la Chiesa della Trinità e quella di Santa Maria di Costantinopoli, entrambe di origine medievali e la Chiesa di San Francesco di Paola, altra testimonianza di un lungo percorso di fede che si intesse tra storia e arte.

Assolutamente da visitare, la Chiesa di S. Maria del Castello sorge sul colle omonimo, alle cui pendici sono presenti, oltre ai nuclei di antiche costruzioni, alcune grotte eremitiche (VII-VIII sec. d.C.). L'imponente complesso del Convento di S. Francesco d'Assisi e Chiesa della SS. Trinità, situato sul colle del Lauro, fu fondato nel 1220 da Pietro Cathin, discepolo di S. Francesco d'Assisi. La chiesa fu ricostruita nel 1363 e subì notevoli rifacimenti nel XVI e nel XVIII secolo. Questi ultimi mutarono profondamente la struttura dell'edificio, che oggi si presenta imponente con una facciata preceduta da un portico con finestre ad arco e tracce di affreschi. La Chiesa di S. Maria di Costantinopoli (S. Giuseppe) era originariamente dedicata a S. Maria di Costantinopoli, ora a S. Giuseppe, risale alla seconda metà del XVI secolo. Nel cuore della Giudecca sorge la Chiesa di San Giuliano, protettore di Castrovillari, le cui origini risalgono al XII secolo. L'edificio fu poi ampliato nel XIII secolo. Di questi lavori rimangono tracce nell'atrio, dove strutture gotiche in tufo e frammenti di decorazioni in pietra si intravedono tra l'intonaco. Nel Cinquecento, l'edificio subì un radicale rimaneggiamento, completato nel 1647 con la realizzazione del bellissimo soffitto ligneo e del nuovo altare. La facciata presenta un bel portale rinascimentale, in pietra chiara, con due ordini di colonnine intervallati da decori floreali, preceduto da una scala a due rampe.

Di grande interesse è il vicino Castello completato da Ferrante d'Aragona nel 1490, su una più antica costruzione, e realizzato, pare, su disegno del senese Francesco di Giorgio Martini, attivo presso la corte aragonese di Napoli. L'edificio è a pianta quadrilatera con torri cilindriche angolari. Fino a pochi anni addietro è stato adibito a carcere. Tra gli elementi di maggiore interesse, si segnala la piccola cappella ottocentesca e alcune celle del mastio che hanno conservato la struttura originaria. Una scaletta elicoidale in pietra conduce al terrazzo, da dove si gode un ampio panorama del Pollino e della parte antica della città. Attraverso i vicoli che si diramano dal convento, caratterizzati da sottopassi, architetture medievali, pregevoli palazzi con portali in pietra e cortili interni, si giunge nel cuore della Giudecca, il quartiere abitato dagli ebrei fino alla metà del XVI secolo, quando furono espulsi dal Regno.

Il Museo Archeologico di Castrovillari, realizzato per opera del ricercatore Agostino Miglio, fu istituito dal Comune nel 1958. Nel 2002 fu trasferito presso il Protoconvento Francescano per opera del Gruppo archeologico del Pollino, che, in occasione del suo ventennale, ne curò l'apertura presso la nuova sede il 21 dicembre 2002. Nel 2007, in occasione dei suoi venticinque anni di attività, il Museo fu riaperto con un nuovo allestimento, costituito da più moderni e funzionali espositori, arricchito di pannelli illustrativi e supportato da un'aula didattica multimediale. Il Museo documenta il patrimonio archeologico del territorio di Castrovillari e del suo circondario dalle epoche preistoriche fino all'Alto Medioevo. Vi sono custoditi reperti litici ed ossei provenienti dalla contrada Celimarro di Castrovillari, dove è stato individuato un sito risalente al Paleolitico. L'epoca preistorica è documentata, inoltre, da reperti provenienti dalle grotte Sant'Angelo di Cassano Jonio, che hanno restituito testimonianze anche dell'Età del Bronzo. Particolarmente interessante è anche la serie di reperti provenienti dalla necropoli protostorica di Bellu Luco, località posta lungo il corso del fiume Coscile, in territorio castrovillarese. Di particolare pregio è la sequenza, in ordine cronologico, dei reperti provenienti dal Colle della Madonna del Castello, località da cui trasse origine l'abitato castrovillarese, che attestano come il colle fu abitato, senza soluzione di continuità, dall'epoca preistorica fino ai giorni nostri. Nelle vetrine dedicate al colle, infatti, sono esposti strumenti in pietra di epoca preistorica, frammenti dell'età del bronzo e del ferro, reperti di epoca greca riferibili, tra l'altro, anche a un luogo di culto, frammenti di epoca romana e pregevoli testimonianze di ceramica altomedievale. Il Museo raccoglie anche le tracce della frequentazione greca provenienti dal quartiere del Vescovado e dallo stesso Protoconvento, ove, durante i lavori di restauro, furono rinvenuti una serie di frammenti di ceramica a rilievo e a figure rosse di fattura italiota. A tale cultura sono riferibili, inoltre, i corredi tombali delle necropoli della contrada castrovillarese di Ferrocinto, dalla quale proviene anche uno scheletro, rinvenuto ben conservato unitamente a dei piccoli vasi e a una punta di lancia, che consente di identificarlo in un antico guerriero del III sec. a. C. Il Museo documenta anche la presenza romana nel territorio di Castrovillari, ove sono state individuate una serie di ville




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