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Rossano (CS)

La bellezza luminosa del Codex Purpureus

Incastonata tra i monti della Sila e la costa ionica, la cittadina di Rossano domina il territorio circostante da una posizione che, da sempre, l’ha resa un importante centro strategico della Calabria.
 
Si tratta di un luogo affascinante dalle antiche origini, in un territorio ricco di contrasti, tra le aspre montagne dell’interno cui si contrappone un litorale dalla sabbia finissima.
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Il Codex è uno dei più antichi evangeliari esistenti al mondo, reso oltremodo prezioso ed unico grazie alle sue bellissime miniature, capolavoro dell’arte bizantina.
 

Rossano fu fondata presumibilmente dagli Enotri, e in seguito, il borgo conobbe le dominazioni romana, bizantina, normanna e spagnola, pur mantenendo sempre una propria indipendenza culturale. Il periodo storico più importante per Rossano è quello Bizantino: dal 540 al 1059, infatto, divenne centro strategico dell'Impero di Bisanzio, tra i più attivi e sicuri del sud-Italia, ambita da numerosi invasori ma mai espugnata.
Nel 951-952, fu sede dello Stratego (il capo militare e civile dei due Themi di Calabria e Lombardia), diventando così la capitale dei possedimenti bizantini in Italia. È il momento della massima potenza e notorietà per Rossano, che le valsero i titoli onorifici di La Bizantina, Perla bizantina della Calabria, Ravenna del sud. Il secolo X, che per l'Europa fu uno dei più drammatici, è invece il secolo d'oro per Rossano che divenne il centro urbano più importante della Calabria, sede dello Stratego, di Vescovado, di uffici amministrativi, di officine artigianali, di botteghe d’arte.

 
Rossano
 

Da quest'ambiente ricco e stimolante, luogo d'incontro e di sintesi di diverse sensibilità, crocevia tra l'Oriente e l'Occidente, nacque una nutrita schiera di personalità di primo piano nel Medio Evo, tra cui I Papi Zosimo, Giovanni VII, Zaccaria, Giovanni XVI Filagato. San Nilo, il più illustre dei figli di Rossano, fondò numerosi monasteri, tra i quali la famosa Badia Greca di Grottaferrata presso Roma; San Bartolomeo, discepolo di S. Nilo e continuatore della sua opera, fu co-fondatore della Badia di Grottaferrata, autore del "Bios", la vita di San Nilo, l'opera agiografica e storica più significativa di quell'epoca storica.
Queste radici hanno consentito la raccolta di molti tesori, primo fra tutti il Codex Purpureus Rossanensis, l’antico evangeliario dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, conservato nel Museo Diocesano, dove si conservano anche antichi manoscritti, dipinti, argenti e oggetti rari e preziosi.
Di notevole pregio architettonico ed estetico è la Cattedrale di Maria Santissima Achiropita, nella cui sacrestia nel 1879 fu ritrovato il Codex, portato a Rossano probabilmente da qualche monaco in fuga dall’oriente durante l’invasione araba del VII secolo o al tempo delle persecuzioni iconoclaste dell’VIII secolo.
Successiva di più di cinquecento anni, invece, è la Torre Normanna di Sant’Angelo, con i suoi innovativi bastioni a diamante che, all’epoca, svolgeva la funzione di baluardo difensivo contro le incursioni navali.
Oggi, dopo la fusione con il vicino comune di Corigliano, Rossano è la terza città per popolazione in Calabria: un importante e popoloso centro urbano la cui prestigiosa storia lo ha reso un rinomato polo turistico, per chi è alla ricerca di testimonianze delle tante civiltà che si sono succedute in queste zone.
La città, grazie alla sua invidiabile posizione, offre numerose occasioni di svago. Infatti, è perfetta per le vacanze al mare, con le spiaggia dorate e il mare cristallino in località lido Sant’Angelo. Ma anche per stare a contatto con la natura, praticando piacevoli attività outdoor, quali escursionismo, biking e trakking sui monti della Sila o, un po’ più a nord, sul massiccio del Pollino. Entrambi i territori ospitano due bellissimi parchi nazionali: il Parco Nazionale della Sila, caratterizzato da una grande varietà di paesaggi e dalla presenza di molteplici specie di animali; il Parco nazionale del Pollino, ricco di verdi vallate, corsi d’acqua e scorci davvero suggestivi.
A Rossano si produce la famosa Liquirizia Amarelli, esportata in tutta Europa, in America e in Australia. Nel 1996 l’azienda che produce la liquirizia è stata cooptata nell'Associazione internazionale "Les Hénokiens" con sede a Parigi, di cui fanno parte soltanto 28 imprese in tutto il mondo. In città si può inoltre visitare il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli, mentre nei pressi di Rossano, si trova un altro importante documento dell'architettura bizantina calabrese di età medievale: la chiesa del S. Maria del Patire o Patirion, con il suo stupendo mosaico pavimentale.

 
Rossano
 
Il Codex Purpureus Rossanensis

Il Codex è uno dei più antichi evangeliari esistenti al Mondo, reso oltremodo prezioso ed unico grazie alle sue bellissime miniature, capolavoro dell’arte bizantina. Esso presenta i resti di un indipendente ciclo di miniature relative alla vita di Cristo, il più antico rimasto in un manoscritto greco.
Costituito da 188 fogli (376 pagine) di pergamena, contenenti l’intero Vangelo di Matteo e quasi tutto quello di Marco, è uno dei capolavori della letteratura evangelica.
I fogli sono di pergamena accuratamente lavorata, tinta di colore purpureo da cui è originato il nome, con discromie che, talvolta, si possono ritenere originarie ma, in più casi, dovute a fattori diversi, soprattutto l’umidità. Le miniature conservate nel codice di Rossano sono quattordici. Di esse, dodici raffigurano eventi della vita di Cristo, una conferisce il titolo alle tavole dei canoni andate perdute, e l’ultima è un ritratto di Marco, che occupa l’intera pagina.
Il Codex riveste uno straordinario interesse dal punto di vista sia biblico e religioso, sia artistico, paleografico e storico, sia documentario. Un documento simbolo di una regione, la Calabria, che ha mediato e tradotto in sintesi la civiltà greco-orientale e quella latino-occidentale.
La datazione del Codice è circoscritta tra il V e il VI secolo dai maggiori storici dell’arte bizantini e dai paleografi. Non si conosce con precisione il motivo del suo arrivo a Rossano, probabilmente durante la diffusione del bizantinismo in Calabria e nel Mezzogiorno, legata alla espansione del monachesimo. Il Codex è stato riconosciuto quale Patrimonio dell’Umanità e inserito nelle liste Unesco, nella Categoria “Memory of the Word”, il 9 Ottobre 2015.

 
Rossano
 
Museo della Liquirizia

Il Museo della liquirizia di Rossano è l’unico in Italia ad esporre al suo interno gli attrezzi utilizzati nella lavorazione, nella commercializzazione e nell’estrazione della radice da cui si ricava la liquirizia, oltre ad abiti, oggetti, manoscritti legati alla famiglia Amarelli, impegnata da circa quattro secoli nella produzione della celebre liquirizia omonima.
Una storia, quella degli Amarelli, iniziata intorno all'anno Mille e proseguita nei secoli fra Crociate, impegno intellettuale e agricoltura. Incisioni, documenti, libri, foto d'epoca ma anche attrezzi agricoli, oggetti quotidiani e splendidi abiti antichi a testimoniare la vita di una famiglia, che valorizza i rami sotterranei delle piante di liquirizia che crescono spontanee sulla costa ionica, e che diventano il palcoscenico di un museo unico al mondo.
Il grande spazio del "Concio", risalente al 1731, rende perfettamente l'idea dello scorrere del tempo tra passato e presente. Il fumaiolo, con le iniziali del Barone Nicola Amarelli, svetta imponente dal tetto del concio alla cui base si trova il "Museo Open Air" con un’ esposizione davvero unica di pezzi industriali d'epoca. Un'avventura inedita che trasporta nella realtà di un passato fiorente e racconta il presente di un prodotto eccellente da gustare, a fine del percorso, nel Liquorice Shop e nel Museum Cafè. Infine l'Auditorium "Alessandro Amarelli”, con oltre cento posti da sempre parte integrante del complesso di fine Settecento, è oggi un ambiente accogliente, cuore pulsante della vita culturale e degli eventi del Museo della Liquirizia.

 
Rossano
 
Torre Sant’Angelo

La Torre normanna di avvistamento di S. Angelo è situata nei pressi del lungomare di Rossano a pochi metri dal mare. La struttura è un esemplare di architettura fortificata risalente al XVI secolo, edificata utilizzando i resti dell’antico Arsenale di Thurio che sorgeva al suo posto.
La torre, che rientra nella tipologia di torri costiere che per tutto il 600 sorsero lungo il litorale ionico, aveva la duplice funzione di avvistamento e di protezione del territorio dalle incursioni nemiche. Caratteristica è la pianta stellare con quattro bastioni a punta di diamante e al centro della stella si erge un pozzo, che attraversando l’intera torre verticalmente, serviva da approvvigionamento idrico di tutti i piani.
La Torre Sant’Angelo è stata sottoposta a lavori di restauro per riportare alle origini la sua struttura, che versava in stato di abbandono. Gli interventi operati sulla Torre hanno permesso il recupero strutturale e quello funzionale. Oggi, infatti la Torre, specie durante il periodo estivo, ospita mostre d’arte, convegni ma anche diversi tipi di rappresentazioni teatrali.

 
Gastronomia

Come tutta la Calabria, anche Rossano offre una gamma di prodotti gastronomici davvero eccezionale, grazie al fatto che può attingere sia dal mare che dai monti, la cucina tipica della zona è tra le più variegate della Penisola.
La vera peculiarità della cittadina è la liquirizia, radicata nella tradizione rossanese. Infatti, a Rossano ha sede la Amarelli, una delle aziende calabresi più famose in Italia e nel mondo per via della sua gustosa liquirizia. Proprio in onore di questo prodotto, è stato fondato un museo molto apprezzato e ricco di curiosità.
Inoltre, sempre nel territorio di Rossano si coltiva la pianta leucolea, da cui si raccoglie l’oliva bianca, un’antica varietà di olive la cui produzione è stata ripresa dalla Coldiretti.

 


 


Indirizzo Piazza SS Anargiri
  87067 Rossano (CS)
Telefono 0983529408
Fax 0983522164
Sito web www.rossanoturismo.it
 

 

Rossano Scalo è rinomata per il suo mare trasparente e le sue spiagge ed è inoltre dotata di numerosi locali, molto frequentati nel periodo estivo.

Rossano Paese è famoso per le sue antiche chiese, i sui palazzi nobiliari, le lussuose piazze e soprattutto per il Codex Purpureus Rossanensis, un evangeliario greco copiato e miniato verosimilmente nel VI secolo. Il volume si compone di 188 carte di pergamena purpurea sottilissima ed è arricchito da splendide miniature. Nell'abitato vi sono strade strette e tortuose, sulle quali si affacciano vicoli e gradinate. I diversi cartelli indicano che i monumenti sono tutti nella stessa direzione, alla fine della lunga strada in salita che conduce in piazza Cavour, dove s’innalza la Torre dell'orologio dalle forme tardo-rinascimentali.

Tra gli edifici sacri di maggiore interesse vi è la celebre chiesa di San Marco, considerata il massimo esempio dell'architettura bizantina in Calabria, insieme alla Cattolica di Stilo. L'edificio, con le sue cupolette orientali che si stagliano tozze nel cielo, è databile intorno al IX-X secolo ed è ubicato alla periferia sud-est della città. Di non minore interesse è la chiesetta della Panaghia del XII secolo, e la cattedrale dove si conservano le tracce del primitivo nucleo bizantino e l'affresco della Madonna dell'Achiropìta.

Il vero tesoro di Rossano è il Codex Purpureus Rossanensis, oggi custodito presso il locale Museo Diocesano, ospitato nel settecentesco Palazzo Vescovile, dove si possono ammirare importanti dipinti su tavola e tele del XVI e XVII secolo, oltre ad argenti e paramenti sacri. Il Codex Purpureus Rossanensis, che si suppone copiato e miniato nel VI, è uno dei più antichi e belli evangelari greci. Composto da 188 fogli di pergamena purpurea sottilissima, è arricchito da splendide miniature.



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